PER QUALCHE HOMER IN PIU'

A 24 anni Ken Griffey jr aveva già in carniere 132 fuoricampo in Major League.

Alla stessa età Ted Williams chiamava 127, Mantle 121, Mays 116; Hank Aaron era in vista a quota 140, mentre Ruth nel ’19 era ancora a metà strada per il centinaio (la dead-ball era si considera ufficialmente chiusa con i 54 HR di Babe nel 1920.

Con il record carriera per molti ritenuto raggiungibile, Junior poteva tentare la corsa al primato di una stagione, e la cifra 61 di Roger Maris pareva poco salda quando l’11 agosto 1994 il campionato fu dichiarato concluso (sciopero!) con Ken già a quota 54.

La dea bendata ha preso ad arridere sempre più raramente all’esterno centro dei Mariners e poi dei Reds, che ha iniziato un’interminabile spola tra il diamante e l’infermeria.

 

Oggi quando si pensa al possibile spodestatore di Hammerin’ Hank, si ha in mente uno che a 24 anni aveva messo a segno 65 fuoricampo, ovvero meno della metà di quelli di Junior alle porte del quarto di secolo: Barry Lamar Bonds, a 38 primavere, è a 142 lunghezze da Aaron, ed ha una media di 56 nelle ultime 3 estati.

 

Se siete recentemente passati dalla sezione Glossario vi potreste essere imbattuti nel termine “Favorite Toy” con relativa breve spiegazione; nelle righe successive illustreremo con maggior dettaglio lo strumento, ne proporremo un’applicazione relativa all’argomento poc'anzi introdotto, e forniremo un piccolo software per consentirvi di effettuare simili previsioni (e anche per giustificare l’inserimento dell’articolo nella sezione Informatica).

 

Il “giocattolo preferito" (non ho idea dell’origine del nome) è stato ideato da Bill James e proposto nel suo Baseball Abstract con lo scopo di valutare le chances di un giocatore di raggiungere un determinato obiettivo in carriera.

 

Il primo fattore preso in considerazione è rappresentato dal numero di eventi mancanti al raggiungimento dell’obiettivo, ovvero, se ci poniamo 3000 valide come traguardo e ne abbiamo già messe a segno 2000, i nostri eventi mancanti sono 1000. Si possono già facilmente intuire le innumerevoli applicazioni del Favorite Toy, che comprendono praticamente ogni statistica cumulabile, dagli strikeout ottenuti da un pitcher alle basi rubate, ai doppi giochi e via dicendo fino, nel nostro caso, agli homers.

Attualmente Barry Bonds è a quota 613, dunque i suoi eventi mancanti sono 143 se gli imponiamo come termine quota 756 (uno in più di Aaron).

 

Il secondo parametro ad entrare in gioco è l’età, che per BB abbiamo detto suonare a 38.

 

Infine viene tenuto conto del livello di produzione stabilito, e qui entrano in scena i primi (semplici) calcoli: si moltiplicano per 3 gli eventi (HR) della passata stagione (46 per l’asso dei Giants, e un sacco di basi più o meno intenzionali); ad essi si somma il doppio della quota raggiunta nell’anno precedente (la mitica quota 73!) ed il valore conseguito l’anno prima ancora (49); il totale viene diviso per 6, e riassumendo si ha (3x46+2x73+49)/6=55.5.

 

La variabile età viene poi utilizzata per stimare le stagioni al sole che sono verosimilmente rimaste nelle scarpe del nostro atleta: il calcolo per tale previsione è 24 - 0.6 x età, che significa 9 anni per un 25enne, ma 6 per un 30enne e 3 per un 35enne; come regola si assume di concedere comunque a tutti almeno una stagione e mezzo, indipendentemente dall’età.

 

Vediamo Barry: 24 - 0.6 x 38 = 1. Dato che abbiamo ottenuto un risultato inferiore alla soglia decisa, assegneremo d’ufficio 1,5 estati di gioco a Bonds.

 

Il gioco è quasi fatto: moltiplicando il livello di produzione (55.5) per la carriera residua (1.5) si ottengono gli eventi che possiamo ancora attenderci (83.25).

 

La probabilità di raggiungere quota 756 si ha dividendo quanto appena calcolato per gli eventi mancanti e sottraendo 0.5 (83.25/143-0.5=0,0821); si convengono in questo caso un limite inferiore pari a 0 e uno superiore di 0.97.

 

Quindi?

 

Ah già, senza accorgercene abbiamo già dichiarato che la probabilità di battere Aaron è per Bonds poco maggiore dell’8%. Poco o molto? Prima di tutto riflettiamo sulla portata del record di cui stiamo parlando: per arrivare a 760 è necessario battere 40 HR a stagione per 19 anni; in secondo luogo, se prendiamo l’Hank Aaron 30enne, le sue chances di raggiungere quota 756 erano attestate appena al 2,56 % (infatti si è poi fermato a 755 – eh eh).

 

Junior? Attualmente il Favorite Toy gli attribuisce un bello 0%, frutto delle ultime due stagioni da 8 e 22 fuoricampo; a 33 anni, augurandogli di interrompere i continui viaggi nella disabled list, possiamo ritenere che Ken possa ancora provare a dire la sua (certo che 288 HR sono un percorso lungo!).

 

Chi sarà allora il primo a quota 756? Barry sembra aver scoperto la fonte dell’eterna giovinezza, avendo messo a segno le sue stagioni più prolifiche a metà degli ‘enta; 3 stagioni al ritmo attuale potrebbero essergli sufficienti.

Solo un dubbio. I report degli spring training lo danno fisicamente molto più asciutto rispetto all’anno passato: escludendo un assalto alle 130 rubate di Rickey Henderson, è possibile che la media di .370 della passata stagione l’abbia messo sulle tracce di Ted Williams; forse BB si dedicherà con più cura al traguardo di .400 di batting average, con una verosimile riduzione dei round-trippers (ma anche no!).

 

A ruota c’è Sammy Sosa che, la prima palla che spedirà oltre la recinzione la prossima primavera, entrerà nel ristretto club del mezzo migliaio.

Ha 34 anni, viene da 49 giri delle basi, preceduti da una serie incredibile di annate oltre quota 50 (il tutto con pochissima protezione dagli altri Cubs): per il Favorite Toy le sue chances sono a quota 25.88% (!), più di uno su quattro (dunque comparabili alle sue possibilità di ottenere una valida quando si presenta nel box).

 

Oltre metà strada ci è arrivato anche Juan Gonzalez, che però, passati i 30, è uscito dalle grazie della dea bendata, proprio come il coetaneo Griffey: anche per lui 0% e rivalutabile.

 

La scommessa più sicura per quota 756 (sempre che nel frattempo Barry o Sammy non spostino il limite) è un giovane di 27 anni, con oltre 450 homer da scalare: gioca interbase, una posizione da cui non svettano molti sluggers, a 24 anni era a 148 (più di Aaron e Griffey), poi ne ha aggiunti 150 in tre estati: uno così andrebbe ricoperto d’oro.

Detto-fatto. I Rangers lo hanno messo sotto contratto a cifre da capogiro, portandolo via ai Mariners poco dopo che Seattle aveva salutato Griffey.

Sì sì, è proprio lui, Alex Rodriguez.

A-Rod appartiene per intero a questa epoca di esplosione offensiva attribuita da alcuni alle mazze d’acero, da altri all’espansione a 30 squadre, ad un nuovo tipo di pallina (smentite dalle alte sfere), all’uso di steroidi (niente di mai provato in un senso o nell’altro).

Altri 8-10 anni ai ritmi attuali e anche gli 800 non sono fuori dalla portata: per ora A-Rod sta seguendo le orme del suo idolo Ripken, pertanto, sorte permettendo, 162 partite ogni estate consentono costanza di produzione. Le sue chance per i 756 sono del 36.6%.

 

Ultime note.

 

Oggi la regola del DH può allungare la vita di un battitore fornendo un vantaggio negato a Ruth ed Aaron; Bonds e Sosa sono per ora in National League, mentre Rodriguez dallo shortstop non lo schioda nessuno: ne riparleremo.

 

Ci sono due uomini con più di 800 HR: Sadaharu Oh è riuscito nell’impresa militando nei Tokio Giants; per Josh Gibson invece le Major Leagues furono solo un sogno, e i suoi fuoricampo kilometrici furono messi a segno contro avversari che variavano da pitcher poco più che dilettanti a gente del calibro di Smokey Joe Williams e Satchel Paige… fosse stato il baseball sempre integrato, oggi forse avremo un catcher in testa alla classifica di tutti i tempi.

 

Vi piace il Favorite Toy ma non avete compreso tutti i passaggi per calcolarlo (o non avete voglia di ripercorrerli ogni volta)? Basta scaricare il software qui sotto ed inserire i dati richiesti e lui farà il lavoro per voi.

 


 

Scarica qui il Favorite Toy Calculator (circa 600 Kb).


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