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Vi sarete, almeno una volta, serviti delle mappe presenti un po’ ovunque nel web per valutare il percorso di un futuro viaggio di lavoro o di piacere.
Yahoo, Virgilio, Mappy, Viamichelin, Google sono alcuni dei siti dai quali potete usufruire di servizi simili, con opzioni più o meno avanzate.
Magari li avete anche usati per organizzare la vostra trasferta di baseball!
Google Maps offre, oltre la canonica vista a piantina, la possibilità di vedere i luoghi tramite immagini da satellite, con una definizione impressionante.
Provate a cercare “Fenway Park, Boston” o “SBC Park, San Francisco” e, senza dubbio, Google vi porterà a un centinaio di metri di altitudine sopra il luogo prescelto.

SBC Park, San Francisco.
Se digitate “Stadio Gianni Falchi, Bologna”, non sarete altrettanto fortunati; ma se sapete che l’impianto si trova nel Piazzale Azzurri d’Italia, Google vi porterà a sorvolare il campo di casa della Fortitudo campione d’Italia.
Google Earth è un software che si basa sugli stessi dati cartografici, ma vi permette qualche “divertimento” in più.
Una volta localizzato il sito di interesse (per il momento ancora il Falchi), tra gli strumenti a disposizione c’è un misuratore di distanze alquanto preciso.
Se ci si posiziona sulla casa base, il metro di Google dà, come responso, circa 18,40 metri se si prova a determinare la distanza dal monte, e intorno ai 27 per ogni lato del perimetro del diamante: non male!
A differenza della quasi totalità degli sport di squadra, nei quali i campi di gioco hanno configurazioni e dimensioni standard, il baseball regala ai propri appassionati un caleidoscopio di forme e distanze senza eguali.
Nessuno di voi avrà grosse difficoltà a reperire a quanti piedi da casa base sono posizionate le recinzioni allo Yankee Stadium o a Camden Yards; con un po’ di ricerca in più avrete facilmente tra le mani i numeri di tutti gli stadi della storia MLB (Ebbets Field, Polo Grounds, Sportsman Park,…).
Per sapere invece quanto sono lunghi i fuoricampo nei diamanti d’Italia, la soluzione sembra essere quella di recarsi sul luogo del delitto e leggere i tre cartelli che, auspicabilmente, sono posti al centro e lungo le linee del foul (ammettendo che riportino rilevazioni corrette).
Con Google Earth abbiamo a disposizione una risorsa più rapida e con precisione nell’ordine di un paio di metri al massimo.
Eccovi allora i campi della serie A 2006.

Anzio, RM 107-121-107.

Bologna 101-116-96

Godo, RA 98-112-98

Modena 103-120-104

Nettuno, RM 98-119-99

Rimini 101-115-101

Serravalle, Repubblica di San Marino 100-116-98
I diamanti di Grosseto e Parma sono situati in zone che, al momento, hanno un dettaglio delle immagini inferiore.
Aggiungiamo, a titolo di curiosità, il campo di Reggio Emilia, vero incubo per chi vuole vincere la classifica dei fuoricampo, con le sue imponenti misure.

Reggio Emilia 109-126-111
Per i numeri è tutto; ora lasciamo un po’ di spazio ai sentimenti.

Questo è il diamante in cui ho mosso i primi passi e che, tuttora, è la sede dei miei allenamenti, e delle partite in casa; l’immagine, da altezza maggiore, consente di scorgere altri luoghi della mia vita (la mia dimora - freccia nera - e la scuola materna che ho frequentato - freccia bianca).

Qui ho battuto la mia prima valida ufficiale, un doppio tra centro e destra sul conto di un ball e due strike; nello stesso incontro anche il primo errore difensivo.
In questo impianto l’unico successo significativo, un titolo nazionale per rappresentative regionali categoria ragazzi.
Al campo erano stati “rubati” diversi metri, dove avevano trovato spazio le tende militari che ospitavano gli atleti delle otto selezioni.

In questa immagine è difficile scovare un campo da baseball ma, guardando con attenzione, se ne possono scorgere diversi.
L’ambientazione è una base aerea americana della Germania (Ovest, all’epoca), nel cuore della foresta nera, ben visibile; la base è stata il punto più importante in Europa durante la prima guerra del Golfo ma, per me, resta indissolubilmente legata a un fantastico torneo di baseball.
Qualche immagine più ravvicinata:





Infine, ecco l’unico stadio di Major che abbia mai visitato, l’Olympic Stadium di Montreal, fuori dal grande baseball da ormai due stagioni.

No, non ho visto giocare gli Expos.
Arrivai nel Quebec la sera di un big match con Atlanta: che ci crediate o no, quella notte i biglietti erano esauriti; poi i rosso-bianco-blu presero l’aereo per andarsi a giocare due o tre serie in California; tornarono in Canada soltanto dopo l’All-Star Game, quando chi vi scrive era rientrato in Italia.
Così mi persi gli Expos del 1994, la squadra più forte nella storia di Montreal!
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