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Abbiamo chiuso un articolo precedente ponendo dubbi riguardo la scelta dell’ordine di battuta di uno dei migliori manager del MLB. Torniamo sulla questione.
In tabella abbiamo i 10 Yankees più utilizzati, nel box di battuta, da Joe Torre; per ognuno abbiamo RBI attesi e RBI ratio (vedere articolo precedente).
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Nome |
Cognome |
RBI |
RBI attesi |
RBIRatio |
Erank |
RatioRank |
|
Gary |
Sheffield |
123 |
83.35899 |
1.475546 |
3 |
1 |
|
Alex |
Rodriguez |
130 |
90.41545 |
1.437807 |
1 |
2 |
|
Hideki |
Matsui |
116 |
86.78073 |
1.336702 |
2 |
3 |
|
Jason |
Giambi |
87 |
65.66683 |
1.32487 |
7 |
4 |
|
Tino |
Martinez |
49 |
41.67628 |
1.175729 |
9 |
5 |
|
Jorge |
Posada |
71 |
70.16485 |
1.011903 |
5 |
6 |
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Robinson |
Cano |
62 |
64.45061 |
0.961977 |
8 |
7 |
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Bernie |
Williams |
64 |
66.88999 |
0.956795 |
6 |
8 |
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Derek |
Jeter |
70 |
78.07905 |
0.896527 |
4 |
9 |
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Tony |
Womack |
15 |
37.85896 |
0.396207 |
10 |
10 |
Tabella 1 - Gli Yankees ordinati per produzione di RBIs.
Le ultime due colonne indicano il ranking per RBI attesi e per Ratio.
La situazione migliore dovrebbe essere quella in cui le due colonne coincidono: il giocatore con la migliore produzione di RBI (Sheffield) dovrebbe avere le migliori opportunità; per gli Yankees non è andata proprio così… le migliori opportunità le ha avute Rodriguez che, con il secondo RBI-Ratio della squadra, ha messo a segno 130 RBI; dopo di lui Matsui (3° nel Ratio).
Fin qui la distribuzione delle opportunità, sebbene non la migliore possibile, non è del tutto inefficiente. Infatti si potrebbe ipotizzare che se Sheffield avesse battuto al posto di Rodriguez, questi al posto di Matsui, e il Giapponese al posto del primo (cosicché i due ranking fossero coincisi), gli RBI prodotti dai tre uomini in cima alla tabella sarebbero stati rispettivamente, 133, 125 e 111 (tolti gli arrotondamenti gli Yankees avrebbero guadagnato poco più di mezzo RBI).
Il vero punto dolente è rappresentato da Jason Giambi che, con il quarto Ratio di squadra, forse non è stato sfruttato a dovere.
Il tipico lineup Yankee, quest’anno, era più o meno il seguente: Jeter, Cano, Sheffield, Rodriguez, Matsui, Giambi, Posada, Williams, Womack. Altrimenti c’era Martinez in campo al posto di uno tra Cano, Womack o Williams.
Il primo slot non è mai stato in discussione: su 162 partite, Jeter è stato lead-off per 154 volte (le restanti Womack). Al terzo posto Sheffield per 133 volte. Quarto e quinto Rodriguez e Matsui, il primo in genere clean-up (88 volte A-Rod, 50 l’asiatico; valori più o meno invertiti per il 5° slot); poi Giambi (in alternativa Posada), quindi, in genere, il catcher portoricano; a chiudere il lineup, come prevedibile, le mazze ritenute meno pericolose (Williams, Womack, Cano) o giocatori entrati occasionalmente al posto dei regulars (il meno occasionale Martinez è stato schierato per lo più ottavo).
Se l’alternanza tra un paio di giocatori nelle parti centrali del lineup è giustificabile pensando al braccio di tiro del lanciatore avversario, è probabilmente anomala la situazione del posto di battuta numero due, dove Torre ha alternato Cano (56 volte), Womack (33), Rodriguez (25), Williams (24), Matsui (18), Jeter (4), Sanchez (2).
Torre ha avuto non pochi grattacapi a trovare un assetto difensivo ideale, faticando particolarmente a individuare l’esterno centro giusto; è però strano che il manager abbia permesso che tale situazione si ripercuotesse su una delle prime (quindi cruciali) posizioni del suo lineup.
Nella tabella sono indicati i coefficienti di concentrazione in ogni posizione del lineup delle 5 squadre dell’American League East.
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posizione nel line up |
NYA |
BOS |
TOR |
BAL |
TBY |
|
1 |
0.996049 |
0.976258 |
0.901796 |
0.977954 |
0.934321 |
|
2 |
0.872099 |
0.977208 |
0.89899 |
0.874779 |
0.93679 |
|
3 |
0.979259 |
0.976733 |
0.948372 |
0.970899 |
0.899753 |
|
4 |
0.948148 |
0.964387 |
0.956229 |
0.915785 |
0.883457 |
|
5 |
0.922963 |
0.927825 |
0.839506 |
0.891975 |
0.78963 |
|
6 |
0.874568 |
0.89886 |
0.842312 |
0.814374 |
0.775309 |
|
7 |
0.861234 |
0.780152 |
0.817621 |
0.829806 |
0.707654 |
|
8 |
0.814815 |
0.848528 |
0.630752 |
0.791005 |
0.927901 |
|
9 |
0.782222 |
0.840931 |
0.763187 |
0.789682 |
0.834074 |
Tabella 2 - Coefficienti di concentrazione per ogni slot del lineup - American League East.
Di che cosa si tratta?
Sono in pratica valori che variano tra 0 e 1, avvicinandosi al massimo quanto più uno slot del lineup è stato appannaggio di un solo giocatore: nel caso menzionato del lead-off Yankee (Jeter 154 volte, Womack 8) il coefficiente di 0,996 rispecchia fedelmente la risolutezza di Torre nel scegliere l’uomo con cui iniziare l’attacco.
Scendiamo le 9 righe della tabella, concentrandoci sulle colonne di Boston e New York, che sono rimaste in corsa tutto l’anno per l’accesso alla post-season.
Per entrambe le compagini, le posizioni con coefficienti di correlazione più bassi (ovvero quelle che hanno visto maggiore alternarsi di giocatori) sono le ultime tre, dove più facilmente vengono schierate le riserve. Dopodiché il coefficiente più basso, per gli Yankees, ce l’ha proprio il posto numero due; per gli arcirivali Red Sox, invece, il secondo slot è quello che ha avuto meno variazioni, affidato prevalentemente a Renteria.
Riprendiamo in mano lo strumento di valutazione dei lineup, utilizzato nell’analisi di gara 4 delle Italian Series del 2004 e, successivamente, per il lineup contest.
Lo strumento si basa sulle statistiche di fine anno, che ovviamente Joe Torre non conosceva durante lo svolgimento della stagione; valuta inoltre l’ordine di battuta contro un ipotetico pitcher medio, ovvero che non influenza la produzione degli attaccanti.
| Clicca qui per conoscere il funzionamento del valutatore di lineup |
Il lineup tipico schierato dal manager Yankee ha una produzione attesa di 5,882 punti a partita; presi gli stessi 9 giocatori, e mischiatili per ottenere 1000 lineup casuali, troviamo che quello di Torre risulta più efficiente di 966 di essi.
La collocazione tra i primi 50 è confortante dal punto di vista statistico (il 5% è in genere il valore a cui gli statistici smettono di credere al caso); va però tenuto a mente che nel gioco del Prof Pepper, più di un concorrente (nessun manager di MLB per quanto ne sappiamo) è stato in grado di fare meglio di tutti i 1.000 lineup casuali.
La tabella riporta 10 lineup “ottimali”; non sono necessariamente i migliori 10 secondo il modello (valutare le oltre 300.000 combinazioni richiederebbe tempi lunghi anche per un buon PC): si tratta invece di 5 dei 1.000 lineup casuali e 5 successivamente elaborati sulle informazioni fornite da quei 1.000.
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Lineup |
Punti a partita stimati |
|
Jeter; Giambi; Rodriguez; Sheffield; Matsui; Cano; Posada; Williams; Womack. |
5.997 |
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Jeter; Giambi; Rodriguez; Sheffield; Matsui; Cano; Posada; Womack; Williams. |
5.976 |
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Jeter; Giambi; Rodriguez; Sheffield; Matsui; Posada; Cano; Williams; Womack. |
5.976 |
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Jeter; Giambi; Sheffield; Rodriguez; Matsui; Cano; Posada; Williams; Womack. |
5.975 |
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Jeter; Rodriguez; Giambi; Sheffield; Matsui; Cano; Posada; Williams; Womack. |
5.969 |
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Jeter; Rodriguez; Posada; Giambi; Sheffield; Matsui; Cano; Williams; Womack. |
5.947 |
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Jeter; Giambi; Rodriguez; Sheffield; Posada; Matsui; Williams; Womack; Cano. |
5.94 |
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Jeter; Sheffield; Matsui; Giambi; Rodriguez; Cano; Posada; Womack; Williams. |
5.935 |
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Rodriguez; Sheffield; Giambi; Jeter; Matsui; Cano; Womack; Williams; Posada. |
5.929 |
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Giambi; Rodriguez; Matsui; Sheffield; Jeter; Cano; Posada; Womack; Williams. |
5.921 |
Tabella 2 - 10 tra le migliori possibili combinazioni per il lineup Yankee.
Jeter primo, su cui Torre non ha mai avuto dubbi, è una scelta che il modello ritiene incontrovertibile; il secondo slot, quello della grande indecisione, pare sarebbe stato adatto a Giambi; Rodriguez e Sheffield avrebbero dovuto seguire nell’ordine (Torre li ha invertiti).
Ancora una volta si conferma che chi produce più RBI deve battere 4° e non 3° (vedere uno dei primi articoli apparsi sul sito nel lontano 2002).
Matsui era al posto giusto, Cano (anziché secondo) sesto in luogo di Giambi e, infine, Posada, Williams e Womack, proprio come nei piani del manager di origini italiane.
In fin dei conti le scelte di Torre sono poco discutibili: Giambi secondo, per quanto appaia la soluzione dettata dai numeri, significa la rinuncia (quasi) automatica a smorzare per portare il lead-off in seconda (sull’opportunità di tale strategia possiamo poi dibattere a lungo!); l’inversione Sheffield-Rodriguez porta variazioni così sottili che non è impossibile imputare a imprecisioni inevitabili del modello.
Vediamo ora di valutare il lineup tipico di Francona: Damon, Reinteria, Ortiz, Ramirez, Nixon, Varitek, Millar, Mueller, Bellhorn (in realtà le posizioni 5, 6 e 7 hanno visto un certo alternarsi dei tre giocatori e di Olerud e Mirabelli).
Comunque, ancora una volta, prendiamo quei nove e rimescoliamoli per 1.000 volte: il lineup di Francona, in mezzo a quelli casuali, si colloca al 22-esimo posto (con un valore atteso di 5,861 punti a partita).
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Lineup |
Punti a partita stimati |
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Damon; Mueller; Ortiz; Ramirez; Nixon; Varitek; Bellhorn; Renteria; Millar. |
5.894 |
|
Damon; Mueller; Ortiz; Ramirez; Nixon; Varitek; Bellhorn; Millar; Renteria. |
5.893 |
|
Damon; Mueller; Ortiz; Ramirez; Nixon; Varitek; Millar; Bellhorn; Renteria. |
5.891 |
|
Damon; Mueller; Ortiz; Ramirez; Nixon; Varitek; Millar; Renteria; Bellhorn. |
5.890 |
|
Damon; Mueller; Ortiz; Ramirez; Nixon; Varitek; Renteria; Millar; Bellhorn. |
5.889 |
|
Damon; Mueller; Ortiz; Ramirez; Nixon; Millar; Renteria; Varitek; Bellhorn. |
5.883 |
|
Damon; Mueller; Ramirez; Ortiz; Nixon; Millar; Renteria; Varitek; Bellhorn. |
5.881 |
|
Damon; Mueller; Ortiz; Ramirez; Millar; Nixon; Renteria; Varitek; Bellhorn. |
5.881 |
|
Damon; Mueller; Ramirez; Ortiz; Nixon; Renteria; Bellhorn; Varitek; Millar. |
5.878 |
|
Damon; Ramirez; Nixon; Ortiz; Varitek; Renteria; Millar; Mueller; Bellhorn. |
5.873 |
Tabella 2 - 10 tra le migliori possibili combinazioni per il lineup Red Sox.
Di nuovo, la scelta del lead-off è azzeccata: tutti i lineup più efficienti (ottenuti casualmente, o con successive elaborazioni) indicano in Johnny Damon l’uomo migliore per aprire le danze; Ortiz, Ramirez, Nixon e Varitek nel cuore dell’ordine rappresentano pure scelte ottimali secondo il modello.
Anche per Francona che, a differenza del collega di New York, non ha avuto dubbi sull’uomo da metterci, è lo slot numero due quello bocciato dalla nostra valutazione: Renteria pare essere più adatto alle parti basse del lineup mentre, a seguire Damon, ci doveva essere Mueller.
Le prime due valutazioni sulla scelta dell’ordine di battuta ci hanno mostrato scelte efficienti da parte dei manager sotto scrutinio: in entrambi i casi, però, l’unico punto su cui i numeri suggeriscono di sollevare obiezioni è la seconda piazza.
Continueremo a parlarne prossimamente.
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