AL MVP 2005 REVISITED

PROLOGO

 

Autunno 2005. Yankees e Red Sox, come da tradizione secolare, si giocano il titolo di division al fotofinish. Si prospetta un surreale scenario in cui le due arcirivali, terminata la stagione con una serie di tre scontri diretti, si disputeranno il titolo con uno spareggio secco seguito, per la perdente, da un ulteriore match senza ritorno per la wild card. Grazie al crollo finale degli ottimi Indians, niente di tutto ciò accade, e l’ultimo duello del 2005 si risolve in una festa per tutti.

 

Quando inizia il primo round dei playoff, i giornalisti hanno già espresso la propria preferenza per l’MVP dell’American League. In attesa che il verdetto sia svelato a stagione finita, si apre il dibattito su chi sia più meritevole del premio tra Alex Rodriguez e David Ortiz. Mentre le franchigie dei due assi escono immediatamente dalla post-season, i sostenitori di A-Rod e Big Papi continuano lo scontro di numeri e considerazioni varie: media battuta contro OBP e Slugging, il guanto dello Yankee contro l’infallibilità nei momenti chiave del DH dei Red Sox.

 

CLUTCH & CHOKE

 

Il punto decisivo di chi vuole premiato il Bostoniano è il rendimento in situazione "clutch".

Alcuni episodi della stagione 2005, confortati da altre azioni determinanti del 2004, hanno contribuito ad appiccicare al numero 13 di New York l’etichetta di "choker", ovvero colui che sparisce quando conta; di contro Ortiz ha messo a segno, in situazioni cruciali, un paio di colpi stratosferici (letteralmente), diventando automaticamente il re del clutch.

 

Qualcuno di voi si sarà già dato la pena di confrontare, per i due giocatori di cui si parla, statistiche "situazionali": le trovate tranquillamente sulle fonti ufficiali, sotto le intestazioni RISP e Late&Close. RISP sta per Runners in Scoring Position, mentre Late&Close indica gli inning finali e uno scarto ridotto nel punteggio: in entrambi i casi vengono selezionate le apparizioni nel box che soddisfano le condizioni richieste e su di esse sono calcolati i tradizionali indicatori offensivi (AVG, SLG, OBP).

 

PROBABILITA’ DI VITTORIA

 

Il Prof Pepper vi offre, naturalmente, un altro punto di vista.

 

Il primo elemento che utilizziamo è la Win Expectancy (aspettativa di vittoria): come illustrato in passato (articolo Percentage Baseball, analisi delle finali scudetto 2003 e 2004), in ogni istante di un incontro è possibile stimare la probabilità di vittoria per ciascuna squadra.

 

Potremmo, alla stessa maniera delle analisi effettuate sul nostro campionato, attribuire a Rodriguez e Ortiz tutti i cambiamenti che, con i propri turni, hanno apportato alle probabilità di vittoria delle rispettive compagini nelle partite disputate: il risultato sarebbe una misura che già tiene conto della diversa importanza di ciascun turno in battuta (ogni apparizione sarebbe considerata, a differenza di quanto accade per RISP e Late&Close).

 

Questa volta, però, procederemo diversamente.

 

LEVERAGE

 

Momento. Penso proprio che utilizzerò questo termine per tradurre "Leverage". Con una formula, che a breve illustreremo, suggerita nell’edizione 2005 di Baseball Prospectus, daremo un valore al Momento della partita.

Se un turno in battuta è potenzialmente decisivo sull’esito dell’incontro, diremo che ci troviamo in una situazione di "high leverage", ovvero il Momento avrà un valore elevato; sul 10 a 0 al settimo inning, ovviamente, siamo in condizioni di "low leverage".

 

Vediamo il funzionamento della formula direttamente su un esempio.

 

All’8° inning, la squadra di casa è in battuta, sul punteggio di parità, con un corridore in seconda e due eliminati. La probabilità di vittoria è del 58%. Se la squadra si trovasse nelle stesse condizioni, ma avesse un punto in più, tale probabilità sarebbe pari all'87%: ciò significa che, in tali circostanze, il valore di un punto è equivalente a un incremento del 29% delle probabilità di vittoria.

All’inizio della partita, prima che sia effettuato il primo lancio, le due squadre hanno, teoricamente, le stesse chance di vittoria (50%); se alla squadra di casa fosse regalato il bonus di un punto, le sue quotazioni lieviterebbero al 60%, per un incremento del 10%. Tale è il valore di un punto prima che la gara abbia inizio.

Baseball Prospectus suggerisce di calcolare il Momento (leverage) dell’incontro come il rapporto tra i due incrementi (in pratica si rapporta il valore relativo di un punto nella situazione corrente con quello di un punto a inizio partita). Nell’esempio da cui siamo partiti, il momento ha valore 0.29/0.1= 2.9.

 

Prima di tornare ai due contendenti, vi propongo un paio di confronti grafici, entrambi relativi a incontri fra Yankees e Red Sox.

 

Figura 1 - Andamento delle probabilità di vittoria (sopra) e del Momento (sotto) - Incontro Boston @ New York del 5 aprile 2005.

 

La prima coppia si riferisce all’incontro del 5 aprile 2005 disputatosi a New York, vinto dagli Yankees per 4 a 3 con un walk-off homer di Derek Jeter.

Il grafico in alto illustra l’andamento della partita secondo le probabilità di vittoria delle due squadre (come già visto in passato su questo sito); quello in basso, invece, traccia l’andamento del Momento dell’incontro.

 

Lo stesso raffronto lo effettuiamo per il match del 15 luglio 2005 tenutosi a Boston; gli allora detentori del titolo si imposero per 17 a 1, per la gioia dei tifosi del New England.

 

Figura 2 - Andamento delle probabilità di vittoria (a sinistra) e del Momento (a destra) - Incontro New York @ Boston del 15 luglio 2005

 

La linea che illustra il momento è crescente se l’incontro resta in equilibrio (grafico precedente); al contrario, precipita quando la partita prende rapidamente una direzione non invertibile.

 

A-ROD = CHOKE?

 

Alex Rodriguez ha chiuso il 2005 con 194 valide su 605 turni, per una media di .321, condita da una OBP di .421 e una SLG di .610. Con compagni in posizione punto la sua "linea statistica" recita .290/.410/.484; nelle situazioni "Late & Close" .293/.418/.520.

 

Tabella 1 - Statistiche "situazionali" di Alex Rodriguez - fonte ESPN

 

I sostenitori della teoria Rodriguez = Choker potrebbero avere visto giusto; le ultime due terne di valori, però, si basano su un numero ristretto di turni (186 e 75 rispettivamente).

Abbiamo pertanto calcolato il valore del momento di ogni turno di battuta di A-Rod, e abbiamo riscritto le sue statistiche attribuendo ad ogni apparizione il peso specifico che essa ha avuto nell’incontro.

La terna "pesata" del terza base di New York è la seguente: AVG: .323, OBP. .425, SLG. .619.

I valori sono tutti leggermente superiori a quelli delle statistiche tradizionali, gli scarti sono minimi e, se non è possibile dire che Rodriguez sia un clutch-hitter, quanto ottenuto dimostra che egli non sparisce quando la posta in palio è alta, ma si comporta in maniera coerente con i propri standard.

 

BIG PAPI = CLUTCH?

 

David Ortiz ha acciuffato per i capelli quota .300 in media battuta; con 601 AB ha registrato inoltre .397 di OBP e .604 di SLG, tutti valori inferiori a quelli di Rodriguez.

A questo punto, però, la fazione che lo voleva MVP porta, a sostegno del proprio punto di vista, le sue statistiche "scoring position" (.352/.462/.580) e "Late&Close" (.346/.477/.846)… impressionanti… ma basate, rispettivamente, su 162 e 78 AB.

 

Tabella 2 - Statistiche "situazionali" di David Ortiz - fonte ESPN

 

Pesiamo anche le apparizioni di Big Papi secondo la loro importanza e abbiamo .332/.431/.724; per il DH delle Calze Rosse l’impressione che sia un clutch-hitter è decisamente fondata.

Aggiungiamo che il rapporto HR/AB passa da 0,077 (valore reale) a 0,103 (valore pesato).

 

DA UN’ALTRA ANGOLAZIONE

 

C’è una tabella che i più assidui lettori di queste pagine hanno visto ormai mille volte (a partire da questo articolo): riporta, per ognuno dei possibili 24 stati di gioco (dati dal numero di out e dall’occupazione delle tre basi), i punti mediamente segnati da una squadra entro il termine dell’inning. La rivediamo qui sotto.

 

    corridori sulle basi
    basi vuote 1a 2a 3a 1a, 2a 1a, 3a 2a, 3a basi piene
numerodi outs 0 0.49 0.85 1.11 1.3 1.39 1.62 1.76 2.15
1 0.27 0.51 0.68 0.94 0.86 1.11 1.32 1.39
2 0.10 0.23 0.31 0.38 0.42 0.48 0.52 0.65

Tabella 3 - Punti attesi entro il termine della ripresa in base a eliminati e corridori sulle basi.

 

Essa può essere utilizzata per assegnare, a ogni evento offensivo, un valore in termine di punti.

Ad esempio, un fuoricampo a basi vuote e con un out lascia lo stato invariato (al termine dell’azione ci sono ancora le basi vuote e un out), avendo aggiunto un punto; se ci fosse stato un uomo in prima, il fuoricampo avrebbe portato due punti, ma "impoverito" la situazione sulle basi, per un valore dell’HR di 2+0,27-0,51=1,76 punti (questo valore riflette il fatto che i due punti segnati non sono esclusivamente frutto del fuoricampo: circa 0,24 punti sono da attribuire agli eventi precedenti che avevano portato un uomo in prima con un out).

 

Se per ogni evento (singolo, doppio, …, strikeout, …) calcoliamo il valore in termini di punti in ognuno dei 24 stati, possiamo assegnare a ciascun evento il valore medio di punti "contribuiti".

Vediamo nella tabella sotto tali valori: osserviamo le differenze tra strikeout e altri out (meno dannosi perché talvolta consentono avanzamenti di altri corridori) e tra basi ball e basi intenzionali (queste ultime sono in genere concesse con la prima base libera).

 

Evento

Valore

1B

0.465

2B

0.772

3B

1.055

HR

1.394

BB

0.315

SO

-0.287

IBB

0.176

HBP

0.342

Generic out

-0.25

Tabella 4 - Punti mediamente generati dai possibili eventi di un turno in battuta - Fonte The Hardball Times 2006.

Riprendiamo in mano tutti i turni di Rodriguez e Ortiz: per ciascuno di essi abbiamo il Momento (valore intrinseco dato dalla situazione e indipendente dall’esito) e il valore in termini di punti secondo la tabella precedente (legato all’esito e indipendente dalla situazione).

Per entrambi i giocatori calcoliamo la correlazione bivariata tra i due valori: in pratica avremo un indice che potrà attestarsi tra -1 (correlazione inversa, ovvero più alto è il Momento peggiore è l’esito, quindi il giocatore è un choker assoluto), 0 (assenza di correlazione, il giocatore ha un comportamento costante in ogni situazione) e +1 (all’aumentare del Momento aumenta la performance, il giocatore è un perfetto clutch-hitter).

Per A-Rod il coefficiente di correlazione vale 0,019; la probabilità che tale valore si discosti da zero per puro caso è del 30%. Ciò ci conferma quanto asserito precedentemente: le prestazioni del numero 13 delle Pinstripes sono lievemente migliori quando ci si gioca la partita ma, tutto sommato, possiamo ritenere che il terza base non sia affetto in alcun modo dal peso delle situazioni.

Per quanto riguarda Big Papi abbiamo un coefficiente di correlazione di 0,133; non elevatissimo, ma la probabilità che tale valore sia risultato per caso diverso da zero è inferiore all’uno per mille. Ancora, come già ipotizzato, confermiamo che le performance di Ortiz salgono a un altro livello nei momenti in cui la posta in palio è più alta.

CONCLUSIONE

Il premio MVP dell’American League 2005 è andato a Rodriguez; forse, per una volta, la parola finale l’ha avuta il guanto… o meglio l’assenza del guanto per il Dominicano DH a Boston.

 

Questo articolo non serve a decidere se sia stato proclamato vincitore l’uomo giusto: sarebbe necessario quantificare il contributo della difesa di A-Rod e, soprattutto, il grado di insostituibilità dei due atleti nelle rispettive squadre.

Serve però a verificare la validità di due etichette applicate, forse un po’ frettolosamente e sulla base di pochi ma eclatanti episodi, ai protagonisti di questo racconto.

 

Il risultato dell’indagine è di 1 a 1.

  • Sì, David Ortiz è stato, nel 2005, un eccellente clutch-hitter.
  • No, Alex Rodriguez non è stato, nel 2005, un choker.

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