|
Nella postseason 2006 MLBAM (Major League Baseball Advanced Media) lanciò, in via sperimentale, l'Enhanced Gameday. All'applicazione che già da anni consentiva di seguire in diretta gli incontri lancio per lancio, veniva aggiunta una terza dimensione: di ogni palla recapitata verso il piatto, grazie a un sofisticato sistema di telecamere sincronizzate, erano registrate, non solo le coordinate a cui giungeva a casa base, ma anche tutto il tragitto che essa compiva. La sistematica rilevazione della velocità aggiungeva una componente temporale, per cui dovremmo dire che il nuovo sistema era in quattro dimensioni.
La disponibilità di dati così dettagliati spinse Dan Fox, per primo, a compiere uno studio esplorativo e a scriverne un articolo sul sito Baseball Prospectus.
A inizio 2007 il sistema era funzionante, in ogni incontro, in otto ballparks e, nel corso della stagione, sarebbe stato installato in altri.
All'articolo iniziale ne seguirono sempre più, al punto che Mike Fast decise di tenerne un catalogo.

Grafico 1 - La produzione di articoli su dati dell'Enhanced Gameday (aggiornato al 10 dicembre, fonte Mike Fast).
Il grafico che vedete mostra l'andamento della produzione letteraria sul tema, basato proprio sui censimenti di Fast al 10 dicembre.
Il calo recente non è indice di diminuzione di interesse; riflette semplicemente il letargo da off-season.
Un autore particolarmente attivo sull'Enhanced Gameday (o pitchF/x system) è stato Josh Kalk. Lo menzioniamo per un paio di meriti.
Per prima cosa ha costruito e collaudato una serie di funzioni matematico-fisiche per correggere alcune inconsistenze dei dati - ricordiamoci che il sistema è ancora in sperimentazione - ed eliminare le influenze di altitudine e temperatura.
In secondo luogo ha reso disponibile il frutto dei propri sforzi tramite un'applicazione web.
Di come si classificano i lanci nelle comuni categorie (fastball, slider, …), basandosi su velocità e movimento orizzontale e verticale, trovate accenno in Così si vincono i Cy Young, baby!, che è pure catalogato da Fast.
Con l'applicativo di Kalk potete giocare in tanti modi, ma vi consiglio di iparare da Dan Fox l'arte di costruire un pitching profile, tra gli articoli che BP ha recentemente reso gratuiti.
Oggi invece costruiremo il profilo dei lanci.

Grafico 2 - Profilo dei lanci MLB. I cerchi sono tanto più grandi quanto più un lancio è lento.
Il grafico sopra disegna l'identikit di ciò che lanciano i pitcher in MLB. Un ipotetico lancio senza effetto, sarebbe disegnato al centro, sulle coordinate (0, 0).
Le dimensioni dei cerchi indicano la velocità; secondo i canoni di rappresentazione tradizionali avrei dovuto visualizzare più grandi le palle più veloci: ho scelto la soluzione opposta per conformarmi allo slang del baseball, dove una fastball al fulmicotone è una "pillola" o un "pisello" e una hanging curve è "sooo big!".
Parliamo un secondo della knuckleball poi, per questa volta, faremo finta non esista.
Il lancio più imprevedibile è, ai nostri giorni, prerogativa esclusiva di Tim Wakefield, e del nuovo arrivato Charlie Haeger.
Dall'immagine di prima si potrebbe essere portati a considerare la signorina Knucksie uno slider mal riuscito: movimento simile, molto più lenta. Di seguito riportiamo il grafico, ottenuto con il tool di Kalk, di ogni singolo lancio di Wakefield registrato dal pitchF/x sistem.

Grafico 3 - I lanci di Tim Wakefield
(fonte:
Josh Kalk).
Certo, le knuckleball avranno movimenti medi orizzontali e verticali entrambi vicini a 5, ma presentano enorme variabilità.
Lezione di statistica numero 1: diffidate da chi vi riporta medie senza accennare nulla sulla variabilità (se però vi avverte di diffidare, potete concedergli qualcosa).
Vediamo per confronto i lanci di Josh Beckett.

Grafico 4 - I lanci di Josh Beckett
(fonte:
Josh Kalk).
L'informazione pratica che le due immagini precedenti ci forniscono è questa.
- Se un battitore viene informato prima di ogni lancio di Beckett su cosa gli sarà recapitato, saprà cosa aspettarsi - colpirlo è poi un altro paio di maniche;
- Tutti sanno che Wakefield lancerà una knuckleball, ciò nonostante Tim è in Major League da una vita e nessuno gli ha davvero preso le misure.
Uno slider è uno slider, una knuckleball è... come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita.
Passiamo ai lanci normali e scopriamo se c'è qualcosa anomalo tra loro.

Grafico 5 - Le curve dei mancini.
Ecco le curve dei mancini, che si piazzano tutte all'incirca dove era disegnata la loro rappresentante unica nel primo grafico. Si nota subito quella di Barry Zito, abbastanza normale per velocità e movimento orizzontale, ma dotata di una caduta al di fuori dell'ordinario (lo sapevamo anche prima di vedere il grafico, no?).
Notiamo anche un sopraggiunto problema in questo tipo di raffigurazione: le bolle si sovrappongono e si confondono, è facile riconoscere lanci anomali per una delle componenti di movimento, ma quasi impossibile identificare stranezze relative alla velocità.
Un paio di possibili soluzioni le abbiamo utilizzate in Così si vincono i Cy Young, Baby!: il cubo rotante (effetti speciali 3D) e la tripletta di grafici combinanti le dimensioni a due a due.
In alternativa possiamo calcolare quanto "dista" ogni lancio da tutti gli altri.
Il concetto di distanza in tre dimensioni è alla portata della nostra vita quotidiana: si prende il metro e si misura il segmento che unisce due punti disposti da qualche parte nello spazio. Nel caso specifico c'è solo una piccola complicazione, data dal fatto che non tutte le dimensioni misurano la stessa cosa (due spazio, una velocità). Con qualche piccolo accorgimento matematico il problema si risolve facilmente e si ovvia anche all'occorrenza che una delle tre dimensioni possa dominare sulle altre.
Addirittura, con una minima astrazione, potremmo calcolare distanze a più di tre dimensioni - ciò potrebbe risultarci utili se, a movimento orizzontale, verticale e velocità, aggiungessimo posizione di rilascio, angolo e velocità di rotazione.
Al termine di tutti questi discorsi abbiamo un numero che, per ogni lanciatore mancino, ci dice quanto la sua curva dista dalle curve degli altri mancini.
Questo numero possiamo chiamarlo Unicità, in quanto è tanto più grande quanto più un lancio è diverso dagli altri.
| player |
Curveball Rilevate |
Unicità |
Speed (MPH) |
Break x (inches) |
Break z (inches) |
| Zito Barry |
208 |
12.55 |
71.82 |
-1.46 |
-12.31 |
| Sanchez Jonathan |
37 |
11.38 |
83.02 |
-2.02 |
-3.4 |
| Perez Juan |
44 |
7.63 |
81.11 |
-5.28 |
-2.16 |
| Oliver Darren |
183 |
6.65 |
79.52 |
-7.33 |
-1.9 |
| Birkins Kurt |
60 |
6.45 |
79.27 |
-6.43 |
-1.25 |
| Wolf Randy |
180 |
5.64 |
67.2 |
-4.08 |
-6.18 |
| Hamels Cole |
82 |
5.43 |
78.76 |
-0.07 |
-2.36 |
| Davis Doug |
259 |
5.28 |
68.81 |
-3.11 |
-8.38 |
| Affeldt Jeremy |
120 |
5.07 |
78.71 |
-3.09 |
-1.26 |
| Ramirez Horacio |
127 |
4.67 |
76.21 |
-0.58 |
-0.96 |
| O'Flaherty Eric |
65 |
4.26 |
78.7 |
-1 |
-2.65 |
| Marshall Sean |
179 |
3.73 |
74.3 |
-3.69 |
-9.91 |
| Johnson Tyler |
123 |
3.37 |
78.72 |
-6.62 |
-3.72 |
Tabella 1 - I 10 lanciatori mancini con le Curveball più atipiche.
La tabella ci conferma che la curva di Zito è la meno ordinaria in MLB, ma ci evidenzia valori che - come previsto - si perdevano nel grafico a bolle: la curva di Jonathan Sanchez è normale per movimento, ma viaggia a 83 mph; nel grafico avevamo scritto il nome del lanciatore in rosso… forse potreste riuscire a scorgerlo.
Ci fermiamo brevemente. Nei prossimi giorni vedremo e analizzeremo i grafici di tutti gli altri lanci.
|