L'ASSISTENTE AMERICANO

Mi sono lanciato anche sul mercato americano.

Me lo dovevo.

 

Sebbene apprezzi tanto il supporto che ricevo dai miei lettori (e mi piacerebbe avere il tempo per darvi molto di più), ho avvertito la necessità di propormi a un pubblico più vasto.

Così ho aperto l’ufficio dell’assistente del Prof Pepper.

 

La quarta parola di questa pagina è “anche”.

Significa che il Prof Pepper italiano va avanti.

Sicuramente per l’analisi numerica, l’unico argomento di cui si occuperà l’assistente, investirò più dall’altra parte, dove ho maggiore possibilità di confronto, ma questo sito ha tanti altri contenuti di cui ho ancora voglia di trattare.

 

Nel blocco note ho promesso che cercherò di riportare qui, in italiano, le mie analisi che compariranno di là. Qualche volta dedicherò a tali studi articoli; in altri casi riassumerò con un breve appunto nel mio blocco note – che pertanto vi invito a visitare periodicamente.

 

Per debuttare nel mondo internazionale dei baseball-analisti avevo bisogno di un argomento su cui fossi ferrato e, possibilmente, abbastanza originale.

 

Nella tesi di laurea mi sono occupato di cluster spaziali di malattia.

Sostituiamo le parole arcane con un disegno.

 

Pazienti affetti da ALS (Morbo di Lou Gehrig) in Finlandia.

 

Anche se non conoscete né statistica né medicina, intuirete che ci sono zone critiche: è possibile che laddove si aggregano i casi di malattia ci sia la fonte del problema. L’analisi dei cluster è uno strumento statistico che può aiutare a evidenziare aggregazioni anomale e, con un po’ di fortuna, la collocazione del “problema”.

 

Torniamo al baseball.

L’episodio che ha scatenato i miei primi scritti americani è accaduto al primo inning di gara 1 dell’ultima World Series – e di conseguenza al primo inning di OPENER!

I Rays si schierano shiftati contro Utley (come in genere ci si posiziona contro Ortiz o Giambi), inducendolo a tentare un bunt sulla terza scoperta.

 

Grazie ai dati di Retrosheet e Gameday è possibile valutare se la scelta è sensata (dato che, ascoltando Buck e McCarver in telecronaca, non sembra che in National League la effettuino in molti).

 

Spray Chart di Chase Utley. In nero linee, volate e pop; in rosso le groundball.

 

Già a occhio si vede l’agglomerato di battute di Chase sul lato destro dell’infield.Trasportando gli argomenti della mia tesi al diamante, si trovano sette cluster tra le palle battute da Chase. Non male, dato che abbiamo esattamente sette difensori da schierare liberamente in campo (pitcher e catcher bisogna che stiano sul monte e dietro al piatto, rispettivamente).

 

Possiile allineamento difensivo per Chase Utley: i sette difensori vanno schierati, indicativamente, al centro di ogni cerchio.

 

Ovviamente l’algoritmo che individua le aggregazioni non sa nulla di baseball e quindi, seguendolo ciecamente, andremmo a schierare il terza base dietro al monte …e pretenderemmo pure che andasse a raccogliere tutte le battute sull’erba interna.

Eliminando dall’analisi le rimbalzanti molto corte, otteniamo questa nuova rappresentazione, che è ancora più sensata dal punto di vista del baseball.

 

Possibile allineamento difensivo per Chase Utley (seconda versione).

 

Non c’è molto altro nei miei post sullo shift …volevo solo rompere il ghiaccio e ci sono riuscito.

Sono stato citato su Beyond the Box Score, Friar Forecast, FanGraphs e Inside The Book (ho avuto gli apprezzamenti di Tom Tango, cosa non facile).

Adesso sarà difficile mantenere gli standard.

 

Ah vi ricordate come è finita con Utley? Dopo il bunt mancato, l’ha buttata oltre le recinzioni, dove nessuno shift può arrivare.


Commenti all'articolo.