| La squadra domestica per due a zero
guida l'incontro all'inizio del quinto.
Da gente amica che grida davvero
il lanciatore partente è sospinto,
ma l'avversario, da lungi arrivato,
non facilmente e presto si dà vinto.
Già nel suo buco è un Grigio ricacciato
poiché impatto ha mancato al terzo giro,
ma un altro alla prima base è ancorato,
più lesto che dell'interbase il tiro.
Ora il legno più duro s'avvicina
al pentagono e trattiene il respiro
il pubblico; accanto alla mancina
di quel con corazza, la scarpa punta,
è l'altra più leggera, poi si china
e con la parte non di resina unta
perfeziona infine il suo orientamento.
Quei che la prima stazione ha raggiunta
al proprio tragitto porta incremento;
quattro passi si è allontanato appena
che con rapido e inverso movimento
si getta prone e faccia nella rena.
Conoscono i Bianchi quanto egli è lesto
e cercan di sorprendere tanta lena
ma, a gran voce chiamato, torna presto
e, a segnalar la sua tempestività,
il Blu apre le braccia con ampio gesto.
Non ancora è valicata la metà,
uno giù, uno su, due punti il divario.
Quattro, come Sei, più centrale si fa
ché una rimbalzante chiuda il sipario,
il timonier si sfiora naso e bocca,
il coach di terza riflette il cifrario.
Qual prima freccia una veloce scocca
dal monte e va a coglier l'intimo bordo;
poi un'alta sperando che l'altro abbocca,
ancora fulminea, ma non è ingordo.
Calcia la destra al ciel l'uomo più in alto,
di fronte il nemico è agli insulti sordo,
dietro la gazzella parte con salto,
quindi il ricevitor pende all'esterno
e sette in campo difendon l'assalto.
Quel di tronco armato col pié fa perno,
sì forte impatta con l'arma la sfera
che lo stadio ingoia 'l grido alli'interno
mentre, diretto all'estrema ringhiera,
il razzo bianco minaccia il comando.
Volge subito al cielo una preghiera
quei che tutto mise in moto lanciando,
"Non uscir!", auspica e tosto si scaglia
tra terza e casa, all'indietro avanzando,
pronto a rimediar se qualcuno sbaglia
nel riportare la palla in diamante.
Il lato numerato della maglia
mostra l'esterno destro ogni istante
ai compagni, e accanto giunge il centrale;
vira verso la meta galoppante
il corridore con ai piedi l'ale.
Mentre la palla ha alla fine afferrato
quello dal braccio forte e arma lo strale,
giunge, dal prima base accompagnato,
vicino alla seconda il battitore
che, dopo aver la distanza stimato
della sfera, volge al suggeritore,
che lo invita a continuare, lo sguardo.
Gli interni centrali, che già al fragore
si eran messi in moto senza ritardo,
stanno allineati con le mani alzate
per proseguire la staffetta del dardo.
Uno mulina le gambe levate,
l'altro attende, prende, volta e rilancia,
in seguir di danze a lungo allenate;
il Grigio fa slitta la propria pancia
emulando il coach che sta sui ginocchi;
la mano destra il cuscino aggancia
lontana dal corpo affinché no 'l tocchi
il difensor di terza con il guanto,
e all'arbitro tutti si volgon gli occhi.
Trascorre un momento, che appare tanto,
"Safe!" grida il giudice, larghe le braccia,
mute le tribune come d'incanto.
S'alza l'attaccante, la terra in faccia,
sta con le mani posate sui fianchi,
contento che per lui la folla taccia
e preoccupati siano adesso i Bianchi. |