UNA SCONFITTA (QUASI) PERFETTA

26 maggio 1959: la giornata inizia presto per i Pirates, che alle sei del mattino stanno già preparando le valigie per raggiungere Milwaukee, dove i Braves li attendono per una serie di 3 partite.

Giunti a destinazione, Harvey Haddix, detto il gattino, si ferma in hotel per dormire un po’, in vista dell’incontro della sera, che lo vedrà di fronte ad uno dei più temibili line-up della lega. Il cuore dell’ordine di battuta dei padroni di casa è formato dai futuri Hall-of-Famers Hank Aaron e Eddie Mathews, e a far loro da contorno ci sono Logan, Covington, Crandall, Pafko e Adcock, tutta gente in grado di rappresentare la lega nella classica di luglio.

Sul monte i Wisconsiniani oppongono al gattino Lew Burdette, reduce da una stagione da 20 vittorie - e pronto a compilarne un’altra -, nonché giustiziere dei grandi Yankees nelle World Series del ’57, con 3 vittorie e 2 punti concessi in 27 riprese.

 

Durante la riunione pre-partita, Haddix concorda con il proprio catcher, come solito, il modo in cui giocarsi ogni avversario; durante il breve scambio di vedute passa nei pressi il terza base Don Hoak, il quale per stemperare un po’ l’ambiente sentenzia: “Se lanci davvero come stai dicendo tirerai una no-hit!”.

 

Alla fine del terzo inning Burdette è nel box per la prima volta, e non è certo il momento di rilassarsi per Haddix, dato che il suo collega è conosciuto come uno dei migliori battitori tra i pitcher; Lew comunque manca di arrivare in prima, come era accaduto agli otto compagni che erano passati dal piatto prima di lui, ma tra i Braves si fa strada l’idea che presto il gattino sarà bastonato pesantemente.

Dal bull-pen infatti Bob Buhl, partente la sera prima, con l’ausilio di un binocolo, è in grado di vedere ogni segnale del catcher pirata e, spostando opportunamente un asciugamano, rimanda l’informazione ai compagni in battuta, che così sanno in ogni momento quale lancio aspettarsi.

 

Ignaro del sotterfugio in atto a suo danno, Haddix continua a tener fede alla strategia preventivata qualche ora prima nella clubhouse e, alla ripresa numero 6, è di nuovo Burdette l’ultima mazza dei Braves rispedita nel dug-out. Dal canto suo, l’asso di Milwaukee riesce a distribuire bene le valide concesse (solo una volta ne subisce 2 in un inning) e, quando percorre per la nona volta il tragitto monte-dugout, ha in corso uno shutout, grazie anche ad un paio di doppi giochi con cui la difesa risolve momenti cruciali.

Tocca ai Braves tentare di vincere l’incontro nell’ultimo attacco, ma Pafko, Logan e Burdette sono eliminati in successione e, col cielo che si fa sempre più minaccioso, ci si prepara agli extra-inning; lo strike out con cui ha ottenuto lo scalpo del collega rappresenta la 27a eliminazione consecutiva per il gattino, che entrerebbe così nel ristretto club dei lanciatori di perfect games, se il punteggio non fosse inchiodato sullo 0 a 0.

 

Lega

Pitcher

Data

Squadra

Avversaria

Risultato

Cy Young

Addie Joss

Ch. Robertson

Don Larsen

Catfish Hunter

Len Barker

Mike Witt

Kenny Rogers

David Wells

David Cone

05-05-1904

10-02-1908

04-30-1922

10-08-1956

05-08-1968

05-15-1981

09-30-1984

07-28-1994

05-17-1998

07-18-1999

Boston

Cleveland

Chicago

New York

Oakland

Cleveland

California

Texas

New York

New York

Philadelphia

Chicago

Detroit

Brooklyn

Minnesota

Toronto

Texas

California

Minnesota

Montreal

3-0

1-0

2-0

2-0

4-0

3-0

1-0

4-0

4-0

6-0

Lee Richmond

John Ward

Jim Bunning

Sandy Koufax

T. Browning

D. Martinez

06-12-1880

06-17-1880

06-21-1964

09-09-1965

09-16-1988

07-28-1991

Worcester

Providence

Philadelphia

Los Angeles

Cincinnati

Montreal

Cleveland

Buffalo

New York

Chicago

Los Angeles

Los Angeles

1-0

5-0

6-0

1-0

1-0

2-0

Tabella 1 - I perfect games della storia del baseball.

 

Rice (pinch hitter per O'Brein), Mathews, Aaron, Adcock, Covington e Crandall si succedono nel box per la quarta volta senza riuscire a raggiungere il sacchetto di prima e, quando Pafko diventa il primo out del 12° inning, Haddix ha eliminato 34 battitori di fila, battendo un record che risaliva al 1884, quando l’American Association era una Major League; come già accaduto per tre volte Logan e Burdette sono gli out numero 2 e 3, ma Pittsburgh non è in grado di segnare un punto neanche al 13°, quando ormai si avverte forte l’odore dell’imminente pioggia e le saette solcano incessantemente il cielo.

 

Sulle prime gocce il nuovo lead-off Felix Mantilla colpisce una debole rimbalzante verso la terza, dove Hoak raccoglie agevolmente ma assiste con scarsa precisione e, sulla chiamata di salvo contestata, svanisce il perfect game di Haddix; Mathews avanza il compagno in seconda con un sacrificio e Aaron, che al momento ha una media di .442, viene passato intenzionalmente per obbligare il gioco.

 

Pitcher

Data

Squadra

Avversario

Risultato

Note

Harvey Haddix

05-26-1959

Pittsburgh

Milwaukee

0-1

Errore al 13°

Pedro Martinez

06-03-1995

Montreal

San Diego

1-0

Valida al 10°

Tabella 2 - I perfect games persi agli extra-innings.

 

Il secondo lancio su Adcock, uno slider rimasto alto, viene incocciato pesantemente verso destra e, mentre la palla sorvola la recinzione, inizia l’acquazzone.

La partita però è finita: Haddix, che qualche istante prima aveva visto svanire il perfect game, con un lancio si priva contemporaneamente della no-hit, dello shutout e della vittoria.

 

 

I

II

III

IV

V

VI

VII

VIII

IX

X

XI

XII

XIII

R

H

E

Pittsburgh

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

12

1

Milwaukee

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

1

1

1

0

E-Hoak; DP-Mil 3; LOB-Pit 8, Mil 1; Time-2h54; Att-19,194

Tabella 3 - Lo scoreboard dell'incontro.

 

Nel dopogara Burdette, che alla fine ha dato 12 singoli in 13 riprese, chiama al telefono lo spogliatoio degli ospiti per consolare lo sfortunato avversario e lo saluta con una battuta: “Dovresti evitare di concedere le valide tutte insieme!”.

 

Pitcher

IP

H

R

ER

BB

SO

Haddix (L)

12.2

1

1

0

1

8

Burdette (W)

13

12

0

0

0

2

Tabella 3 - Il tabellino dei lanciatori.

 

Il giorno seguente, mentre il presidente della National League Warren Giles riesamina l’ultima azione dell’incontro (Aaron, convinto che la palla non fosse uscita, non aveva concluso il giro delle basi, venendo di fatto superato da Adcock) e omologa l’incontro con il punteggio di 1 a 0 riclassificando in doppio l’homerun di Adcock, Haddix inizia a ricevere un gran numero di lettere e telegrammi di sostegno.

Tra i mittenti ci sono il commisioner del MLB, lo stesso Giles, il grande Harry Caray e importanti personaggi politici.

 

Ma in un’intervista concessa poco prima della sua scomparsa, "the Kitten" volle ricordare un telegramma giuntogli da alcuni ragazzi di un college texano: "riassumeva perfettamente tutto quanto; diceva semplicemente: Dear Harvey, tough shit".

Ascolta la radiocronaca del fuoricampo di Adcock.


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