SHEA STADIUM

(NEW YORK METS 1964-2008, NEW YORK YANKEES 1974-1975)

 

“Per quanto tempo lo stadio porterà il suo nome?”

 

“Oh, più o meno fino a cinque minuti dopo che sarò morto”. (William A. Shea)

 

Quest’anno, ogni volta che avete guardato una partita presentata da ESPN o Fox, vi è stato ricordato che siamo nell’ultima stagione dello Yankee Stadium. Avete visto brevi filmati, o istantanee, di momenti memorabili: Ruth che entra appoggiandosi alla mazza, Yogi che salta in braccio al perfetto Larsen, Gehrig che si deterge le lacrime e si proclama il più fortunato della terra. A queste e altre si è aggiunto un All-Star Game in pompa magna, con una pioggia di stelle ospiti nel prepartita, e un incontro denso di emozioni.

 

È anche l’ultimo anno dello Shea Stadium; ve ne sarete accorti da quel numero sulle recinzioni che decresce ogni partita, o dal suo sostituto ben visibile sullo sfondo. Visto che l’altro è celebrato ovunque, a questo proviamo a rendere omaggio di seguito.

Anche se non è un gioiello di estetica… il cui attimo passato alla storia, per di più, è una facile rimbalzante infilatasi tra le gambe di un prima base.

 

Panoramica dello Shea Stadium. In fondo è ben visibile la struttura del Citi Field, che lo sostituirà.

 

La nascita dello stadio – e della franchigia – nel Queens è conseguenza della fuga dei Dodgers e dei Giants verso la California.

Il sindaco di New York, Robert Wagner, incaricò l’avvocato William A. Shea di riportare una squadra nella Grande Mela, a far compagnia agli Yankees. Shea tentò dapprima di spostare Phillies, Pirates o Reds; poi si unì al progetto capeggiato dall’instancabile  rivoluzionatore  Branch Rickey, la Continental League, una terza Lega Maggiore con obiettivo di porre franchigie anche a Dallas, Houston, Minneapolis, Toronto e Denver (all’epoca tutte prive di MLB).

Quando National e American League convennero con il Mahatma sulla necessità di più franchigie e decisero di espandersi per il 1962, rendendo così inutile il progetto Continental League, Shea e New York ebbero in dote i Mets, a patto di costruire un nuovo stadio.

 

I lavori per il Flushing Meadows Park iniziarono immediatamente, ma la stagione inaugurale dei Mets si tenne ai gloriosi Polo Grounds: Casey Stengel guidò la neonata franchigia a un record di 120 sconfitte!

I cantieri del nuovo stadio, nel frattempo rinominato Shea Stadium, incontrarono rallentamenti, al punto che, anche per il 1963, i Mets si dovettero accasare nel vecchio stadio a ferro di cavallo.

 

All’apertura, il 17 aprile 1964, lo Shea Stadium poteva contenere 55.601 spettatori, con un progetto nel cassetto di arrivare a 90.000, completando il circolo delle tribune. Fu battezzato, letteralmente, con “acqua santa Dodger” raccolta dal Gowanus Canal di Brooklyn e con “acqua santa Giant” prelevata dall’Harlem River nel punto in cui costeggiava i Polo Grounds. Si riaffermarono così i legami con le due franchigie che avevano precedentemente rappresentato New York nella National League: l’altro lampante esempio di tale simbolismo appariva dal Blu Dodger e dall’arancio Giant, che tuttora si combinano nei colori dei Mets.

 

La concomitanza con la Fiera Mondiale che si teneva a pochi isolati contribuì a una felice stagione inaugurale da 1 milione e 700 mila spettatori. La squadra sul campo era però ancora tanto inetta quanto amata. Così, il primo grande momento per lo stadio del Queens non ebbe a che fare con il baseball: i Beatles, alla loro prima tournée americana, si esibirono in quello che fu il più imponente dei loro concerti, condito da un’insolita prestazione di John Lennon che, nell’esecuzione di I’m Down, si mise a suonare l’organo con i gomiti.

 

I Beatles allo Shea. Nel riquadro, John durante l'esecuzione di I'm Down.

 

La storia del baseball si scrisse allo Shea nel 1969, quando gli Amazin’ Mets portarono a compimento la più inattesa delle imprese, conquistando il pennant e battendo, grazie a prodigiose azioni difensive, la superpotenza Orioles alle World Series.

Il trionfo di Cenerentola, unito all’astinenza da primato della Grande Mela – gli Yankees erano nel bel mezzo di un decennio catastrofico - , esaltò i Newyorkesi sugli spalti, che saccheggiarono il campo asportandone basi, pedane, persino zolle … per la off season appena iniziata, i giardinieri avrebbero avuto il loro bel lavoro.

 

Gli Amazin' Mets sono campioni.

 

L’immagine più famosa scattata allo Shea Stadium risale a 17 anni dopo. Raffigura una palla ferma lungo la linea di foul dopo aver rotolato tra le gambe di Billy Buckner, per l’ennesima manifestazione di The Curse.

 

A metà strada tra le due world Series vinte dai Mets, precisamente tra il 6 aprile 1974 e il 28 settembre 1975, lo Shea Stadium ospitò anche le partite casalinghe dei New York Yankees, mentre lo Yankee Stadium riceveva i ritocchi volti a conferirgli l’aspetto attuale.

 

Il prossimo aprile aprirà i battenti il Citi Field, la cui caratteristica principale sarà la “rotunda” copiata dall’Ebbets Field dei Brooklyn Dodgers. Se ne andrà l’ultimo esemplare degli stadi anni ’60 costruito pensando alla multifunzionalità, primo ad avere tribune semoventi per trasformarsi in campo da football.

Proprio la coesistenza con l’altra disciplina era causa di una peculiarità – e di alcune controversie – in uno stadio altrimenti perfettamente sobrio e simmetrico. Nella stagione inaugurale, infatti, una battuta lungo le linee di foul poteva rotolare tra i seggiolini extra per il football ed essere considerata in gioco; l’esterno – destro o sinistro -, per recuperare la sfera, era costretto a circumnavigare la fila di sedie, e magari muoversi a gattoni… nel frattempo nessuno poteva vederlo, se non il suo esterno centro e qualche spettatore nei paraggi. Questa causa di tripli, fuoricampo interni e dispute, fu eliminata la stagione successiva mediante l’istallazione di due recinzioni.

Come segno distintivo rimase il rumore, accompagnato dall’ombra inquietante nelle partite diurne, degli aerei che lo sorvolano, diretti o provenienti dal prossimo scalo LaGuardia. La tradizione vuole che le rilevazioni precedenti la costruzione dello Shea furono condotte in inverno, quando le rotte che interessano l’aeroporto sono diverse.

 

Citi Field - Particolare della Rotunda ispirata all'Ebbets Field: sarà intitolata a Jackie Robinson.

 

Il 28 settembre i Mets ospiteranno i Marlins per l’ultimo incontro programmato in questo stadio; probabilmente l’addio avverrà qualche settimana dopo in post-season. Poi lo Shea Stadium sarà demolito, e l’area su cui sorge fungerà da parcheggio per il Citi Field.

 

William A. Shea morì il 2 ottobre 1991, il suo nome è rimasto per un po’ più di cinque minuti.


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