OH SAY, CAN YOU SEE?

Di origini paterne cinesi, Sadaharu Oh comincia a farsi rispettare dai Nipponici nel ’57 quando, a 17 anni, guida la squadra del suo liceo al titolo nazionale.

Un anno dopo il lanciatore/prima base mancino è firmato dagli Yomiuri Giants di Tokyo (sua città natale) per la somma di tredici milioni di yen (pari all’epoca a circa 60.000 dollari). Oh  chiude la prima stagione con un’anemica media di .161, ma viene convertito a ichiruishi (prima base) a tempo pieno; anche il ’60 ed il ’61 sono annate sottotono per lui.

 

Tokyo Yomiuri Giants.

 

La svolta avviene nel ’62.

Hiroshi Arakawa, batting coach dei Giants, che già aveva aiutato Oh indirizzandolo allo zen e alle arti marziali, propone al giovane una nuova e poco ortodossa posizione di battuta, al fine di evitare uno sbilanciamento che gli fa perdere la visione della palla.

Sul caricamento del lanciatore Oh solleva la gamba destra (posizione del "cane all’idrante", diranno i suoi detrattori) e la mazza sopra la sua testa punta verso il monte: uno swing verso il basso (perfezionato grazie al kendo) e un singolo per Oh poi, al turno successivo, un fuoricampo. Fossero andati diversamente quei primi due tentativi col nuovo stile, probabilmente Sadaharu sarebbe tornato alla “classic stance”, invece, da allora in avanti, la gamba destra sollevata sarebbe stata l’immagine più terrorizzante per una generazione di pitchers.

Già, perché da quel momento dalla mazza di Oh escono home runs con straordinaria regolarità, che gli valgono la leadership per 15 dei successivi 16 campionati.

 

La caratteristica batting stance di Sadaharu.

 

Dopo che nel 1962 ha sorpreso tutti, nessuno ha più intenzione di concedere a Sadaharu il benché minimo margine e, di lì al 1978, per lui non ci saranno mai meno di 100 basi ball a stagione. Il numero di At Bats è di conseguenza decisamente ridotto per uno che gioca praticamente ogni incontro, ma l’unica statistica influenzata da ciò è la sua media battuta, che si attesta a quota .300.

Ad approfittare delle camminate gratis concesse ad Oh, è Shigeo Nagashima, un altro potente battitore  che lo segue nel lineup, in una combinazione 3-4 da alcuni ritenuta la contropartita giapponese a Ruth-Gehrig. Con questi due che battono homer in successione (saranno 106 le partite in cui entrambi metteranno a segno un giro delle basi) gli Yomiuri Giants sono abituali frequentatori della classica d’autunno e si aggiudicano le Japan Series ininterrottamente dal 1965 al 1973, impresa mai riuscita, a livello di sport professionistico, in nessuna disciplina.

 

Year

G

AB

R

H

2B

3B

HR

TB

RBI

K

BB

AVG

OBP

Slg

1959

3

5

1

1

1

0

0

2

0

3

2

0.200

0.429

0.400

1961

6

16

1

5

0

0

1

8

2

4

8

0.313

0.542

0.500

1963

7

27

6

6

0

0

4

18

7

1

3

0.222

0.300

0.667

1965

5

15

6

4

0

0

3

13

4

3

6

0.267

0.476

0.867

1966

6

22

6

7

1

0

2

14

4

5

7

0.318

0.483

0.636

1967

6

17

6

4

1

0

2

11

6

2

9

0.235

0.500

0.647

1968

6

20

4

7

1

0

3

17

8

4

6

0.350

0.500

0.850

1969

6

22

6

5

0

0

2

11

7

1

4

0.227

0.346

0.500

1970

5

15

5

5

0

0

2

11

3

1

8

0.333

0.565

0.733

1971

5

14

5

3

0

0

2

9

5

4

6

0.214

0.450

0.643

1972

5

16

4

7

1

0

1

11

2

1

6

0.438

0.591

0.688

1973

5

14

2

4

0

0

2

10

5

2

6

0.286

0.500

0.714

1976

7

20

4

7

1

0

3

17

7

2

9

0.350

0.552

0.850

1977

5

19

2

3

0

0

2

9

3

4

3

0.158

0.273

0.474

TOTALS

77

242

58

68

6

0

29

161

63

37

83

0.281

0.465

0.665

Tabella 1 - Oh alle Japan Series.

 

Nel 1972 Oh raggiunge l’homer numero 500, e nel ’74 il numero 600. Nel novembre dello stesso anno al Korakuen Stadium, dimora dei Giants, va in scena una gara di fuoricampo tra l’ormai recordman giapponese ed il re d’America Hank Aaron: la sfida si chiude con la vittoria per 10 a 9 del “Martello” dei Braves.

 

Sadaharu e Hank Aaron.

 

Sul finale della stagione 1976, Oh tocca quota 715 passando davanti a Babe Ruth. L’anno dopo è aperta la caccia ad Aaron e quota 756 e, grazie a Sport Illustrated, anche negli Stati Uniti giunge l’eco di quanto accade al di là del Pacifico. Il record è battuto proprio con l’ultimo homer della stagione e l’obiettivo si sposta a 800.

 

756!

 

La cifra tonda arriva il 30 agosto 1978 e, a differenza di quanto accade in America (per il 61° di Maris i fans dello Yankees Stadium si erano tutti assiepati sugli spalti di destra), la palla termina indisturbata la propria corsa nella scarpa di uno spettatore che si era liberato i piedi per godere più comodamente dell’incontro.

 

Sadaharu Oh gioca fino a quarant’anni ritoccando il proprio record a 868 palle oltre la recinzione.

Non solo di homer si vive e Oh, nell’arco della propria carriera, produce cifre interessanti per quanto riguarda RBI (13 titoli), media battuta (5 volte leader) e Basi Ball (2504 in totale); nel ’74 e nel ’75 si aggiudica la Tripla Corona, per 9 volte è eletto MVP, partecipa a 18 All-Star Game e la sua abilità a difendere il sacchetto di prima è riconosciuta con 9 Diamond Glove; infine 14 Japan Series (11 vinte) gli offrono la possibilità di farsi valere nei momenti importanti.

 

Year G AB R H 2B 3B HR TB RBI
1959 94 193 18 31 7 1 7 61 25
1960 130 426 49 115 19 3 17 191 71
1961 127 396 50 100 25 6 13 176 53
1962 134 497 79 135 28 2 38 281 85
1963 140 478 111 146 30 5 40 306 106
1964 140 472 110 151 24 0 55 340 119
1965 135 428 104 138 19 1 42 285 104
1966 129 396 111 123 14 1 48 283 116
1967 133 426 94 139 22 3 47 308 108
1968 131 442 107 144 28 0 49 319 119
1969 130 452 112 156 24 0 44 312 103
1970 129 425 97 138 24 0 47 303 93
1971 130 434 92 120 18 2 39 259 101
1972 130 456 104 135 19 0 48 298 120
1973 130 428 111 152 18 0 51 323 114
1974 130 385 105 128 18 0 49 293 107
1975 128 393 77 112 14 0 33 225 96
1976 122 400 99 130 11 1 49 290 123
1977 130 432 114 140 15 0 50 305 124
1978 130 440 91 132 20 0 39 269 118
1979 120 407 73 116 15 0 33 230 81
1980 129 444 59 105 10 0 30 205 84
TOTALS 2831 9250 1967 2786 422 25 868 5862 2170
RANK   4th 1st 3rd 3rd   1st 1st 1st

Tabella 2 - Oh in Regular Season.

 

Gli Yomiuri Giants gli offrono il ruolo di manager nell’83, ma Oh non riesce a condurli alla vittoria finale (1 pennant conquistato); dopo l’induzione nella Hall del Sol Levante, può dimostrare le proprie doti di condottiero portando i Fokuoka Hawks dall’ultimo posto del ’95 alla conquista del titolo nel 1999. Nello stesso periodo però, fa vedere di non essere perfetto nemmeno lui, ordinando un’infinità di basi intenzionali ad un battitore che sta minacciando il suo record di 55 HR in una stagione.

 

Fukuoka Daiei Hawks.

 

Sempre di più si fanno i promotori, anche fuori dal Giappone, dell’inserimento di Oh a Cooperstown, ma senza aver giocato in Major è impresa ardua: nel basket campioni di oltreatlantico hanno gà una placca a Springfield (anche due azzurri), nell’hockey il massimo onore è stato concesso solo al portiere russo Tretyak, tra chi non ha calcato i ghiacci di NHL, ma nel baseball si è fatta eccezione (e giustizia) solo per i Negro Leaguers.

 

In veste di manager: 2006 World Classic.

 

Ma come si sarebbe comportato Sadaharu Oh giocando nel più difficile campionato del mondo?

 

“Potete baciarmi le chiappe se non avrebbe battuto 30-35 home run all’anno, battendo tra .280 e .320 con 120 RBI”, è la colorita opinione di Frank Howard; sulla stessa lunghezza d’onda, sebbene più convenzionali, viaggiano le parole di Pete Rose (“in uno stadio adatto al suo swing ne avrebbe fatti 35 all’anno. E avrebbe battuto a .300”), Don Baylor (“Allo Yankee Stadium avrebbe battuto 40 HR all’anno”), Don Drysdale (“Avrebbe battuto sia con potenza che con buona media da noi.[…] era sempre pronto a qualsiasi cosa gli tirassimo”) e ancora Jeff Palmer, Duke Snider e Warren Cromartie tra gli altri.

 

Un’idea del suo rendimento contro i pitchers a stelle e strisce ce la possiamo fare guardando le statistiche accumulate in vari tour d’esibizione che squadre americane hanno sostenuto in Giappone.

Tra il ’60 e il ’79, Oh ha giocato 110 incontri, per un totale di .338 AB, contro Major Leaguers (numeri che equivalgono ad una stagione accorciata), con una media di .260 (.524 di slugging), 88 basi gratis, altrettante valide (tra cui 25 homer) e 62 RBI.

 

Year Opponent G AB R H 2B 3B HR TB RBI K BB AVG OBP SLG
1960 SF N 8 12 0 0 0 0 0 0 0 8 0 0 0 0
1962 DET A 10 31 6 7 2 0 1 12 4 11 4 0.23 0.31 0.39
1966 LA N 18 61 15 21 3 0 5 39 14 14 14 0.34 0.47 0.64
1968 STL N 18 59 13 21 6 0 6 45 15 12 17 0.36 0.5 0.76
1970 SF N 1 3 3 3 0 0 2 9 3 0 3 1 1 3
1971 BAL A 18 54 6 6 1 0 3 16 5 12 16 0.11 0.31 0.3
1974 NY N 18 59 11 19 2 0 6 39 14 12 18 0.32 0.48 0.66
1978 CIN N 17 53 4 11 0 0 2 17 7 9 15 0.21 0.38 0.32
1979 Allstar 2 6 0 0 0 0 0 0 0 3 1 0 0.14 0
    110 338 58 88 14 0 25 177 62 81 88 0.26 0.41 0.52

Tabella 3 - Oh contro i Major Leaguers.

 

Jim Albright, storico di baseball e statistico, si è spinto oltre, andando a proiettare l’intera carriera di Sadaharu in Major League. Sotto trovate il link, nel caso vogliate leggere l’articolo originale.  Ai meno curiosi basti sapere che l’elaborazione di Albright si basa sulle statistiche messe a segno da 66 atleti che, nel corso della carriera di Oh, hanno preso parte sia ai campionati di Major, sia alla Japan Central League, stima inoltre in che modo la vita sportiva di Oh si sarebbe evoluta diversamente in territorio statunitense, e come stadi e stagioni più lunghe ne avrebbero influenzato la produzione.

 

Risultato?

Sadaharu non avrebbe potuto competere con l’elite formata da Aaron, Ruth e Mays (oggi anche Bonds), ma avrebbe ragionevolmente passato i 500 HR, quota che ha sempre consentito l’ingresso nel tempio del baseball a Cooperstown.

 


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