I RAGAZZI DELL'ESTATE

"It's been fifty years ago today...", si potrebbe dire adattando l'incipit di uno dei più famosi album della storia del rock, la cui copertina incidentalmente era rivisitata nella pagina introduttiva originale di questo sito.

 

Alle 3 e 43 del pomeriggio del 4 ottobre 1955, Vin Scully, passato al microfono per gentile concessione del grande Mel Allen, annunciava: "Howard colpisce una rimbalzante verso Reese. Tira Hodges... I Brooklyn Dodgers sono Campioni del Mondo!".

 

Per la prima e ultima volta.

 

Dem Bums, eticheta a volte affettuosa, a volte spregiativa, con cui tifosi e giornalisti appellavano la squadra, erano stati campioni della National Leaugue nel '16 e nel '20, nel '41, nel '47, nel '49, nel '52 e nel '53, ma la vittoria nella Classica d'Ottobre si era rivelata sempre un miraggio.

A rendere più indigesta la situazione, le ultime cinque World Series erano state perse con i concittadini Yankees... Il motto "Wait 'till next year", che i fans Brooklynensi riesumavano ogni volta che le Pinstripes si aggiudicavano i quattro incontri decisivi, riecheggiava ormai da troppo tempo, ma l'anno prossimo non arrivava mai.

 

Le sfide della Grande Mela non avevano mai mancato di regalare emozioni; molti episodi dei duelli Yankees-Dodgers sono rimasti, a caratteri indelebili, nel libro della storia del baseball.

 

In gara-4 della serie del '41, Brooklyn era avanti 4 a 3 nel punteggio, ma dietro 2 partite a 1; nella parte alta del nono, con due out e le basi vuote, Hugh Casey lanciava una palla imbattibile (forse carica di saliva) a Tommy Heinrich, che sventolava a vuoto per il terzo strike e, apparentemente, l'out della vittoria di Brooklyn... L'effetto della pallina era però eccessivo anche per il catcher Mickey Owen che, nonostante due sole passed balls in tutto l'anno, dovette fiondarsi a recuperare la palla "umida" nel backstop. Quell'incontro lo vinsero gli Yankees, che il giorno dopo furono campioni.

 

Mickey Owen non trattiene il terzo strike, che avrebbe consegnato a Brooklyn gara-4.

 

Il '47 fu l'anno di due esordi importanti: Yogi Berra per gli Yankees e Jackie Robinson per i Dodgers. Il primo momento cruciale di quella serie avvenne ancora in gara-4. Bill Bevens, seppure con problemi di controllo, era a un out dalla prima no-hit nella storia delle World Series. Red Barber, alla radio, raccontò così:

"Due out, fine nono, 2 a 1 New York... Eddie Stanky si presenta... Aspettate un momento! Stanky viene richiamato dal box e Lavagetto sale a battere... Gionfriddo è in seconda, Miksis in prima. Sono entrambi pronti a partire su tutto... Ecco il lancio... Sventolata, un line drive verso il right-field corner. Heinrich arretra! Non può prenderla! è contro il muro per una valida! Entra il punto del pareggio ed entra il punto della vittoria!"

 

Il doppio di Lavagetto nega a Bevens la no-hit, lo shutout e la vittoria.

 

Due partite dopo, sesto inning, 8 a 5 Dodgers, due Yankees in base e due out, ancora Barber:

"Joe DiMaggio nel box, impugna la mazza giù in fondo. Il ragazzone, Hatten, lancia... alta esterna per il ball numero uno... La folla sa bene che, con un solo giro della sua mazza, questo individuo è in grado di ridare una nuova partita... Joe si prepara... ha uno su tre oggi, sei valide nella serie... Esterni profondi, spostati verso sinistra, gli interni estremamente spostati.... Gira, colpisce! è lunga! Profonda tra centro e destra! Arretra Gionfriddo! Back, Back, Back, Back, Back, Back!... Effettua una presa a una mano contro il bullpen! Oh-ho Doctor!"

 

Quello che accadde dopo è leggendario... Il dio DiMaggio, l'ultima persona al mondo a concedere spazio alle emzioni, derubato di un homer dal mortale Gionfriddo, si accorge della presa e, frustrato, mentre gira la seconda, sferra un plateale calcio alla terra rossa.

 

Joe DiMaggio colpisce (in questa immagine è possibile notare lo shift attuato nei suo confronti)...

 

...Al Gionfriddo raccoglie.

 

Il numero di Gionfriddo regala ai Dodgers il diritto di disputare gara-7 ma, nonostante una partenza lanciata (2 a 0 per Brooklyn), il 1947 non è "Next Year".

 

Nel '49 il momento cruciale avvenne in gara-1, quando Tommy Heinrich spedì sugli spalti un lancio di Newcombe, terminando all'istante l'incontro che per nove riprese non aveva visto segnature.

 

Tre anni più tardi le World Series si risolsero ancora alla settima partita; la storia fu scritta al 7° inning con gli Yankees sopra 4 a 2, le basi piene di Dodgers, uno fuori e Kuzava mandato da Stengel ad affrontare Snider e Robinson al posto di Raschi. Il pop di The Duke non destò preoccupazioni, ma quello di Robinson trovò impreparati Kuzava e il prima base Collins, che parvero congelarsi; dalla seconda sbucò Billy Martin che agguantò la palla a pochi centimetri da terra, salvando il risultato e condannando Brooklyn all'ennesima attesa.

 

Billy Martin salva la giornata agli Yankees.

 

Nel '53 non servì la settima... Gli Yankees si imposero all'ultimo attacco di gara-6, divenendo l'unica squadra della storia a vincere cinque World Series in fila.

 

Quell'inverno la dirigenza di Brooklyn, nella persona di Walter O'Malley, annunciò il manager Walter Alston come "l'uomo che abbiamo ingaggiato per battere i New York Yankees alle World Series". Il giornalista che sparò il più classico dei "Walter chi?" stava in realtà dando sfogo al pensiero della totalità di pubblico e critica.

Alston, persona molto controllata, all'opposto del predecessore Dressen, aveva solo una lunga esperienza nelle minor, ma era proprio l'uomo che avrebbe portato a Brooklyn il titolo... Next Year!

 

I Dodgers del 1955 uscirono dai blocchi di partenza con un perentorio 22 a 2 e non furono mai in vista dei diretti inseguitori: i Braves, secondi, chiusero dietro di 13 partite.

L'avversario proposto dall'American League altri non poteva essere se non New York.

 

Gara-1 si tenne il 28 settembre allo Yankee Stadium e prestò la scena ad un ulteriore momento leggendario: con due out nel corso dell'8° inning, Jackie Robinson saltò dalla terza mentre Whitey Ford effettuava il lancio verso casa base; le proteste di Yogi Berra non indussero l'arbitro Bill Summers, rappresentante dell'American League a cambiare idea... Jackie aveva con successo rubato casa.

 

Jackie Robinson ruba casa base.

 

Durante l'incontro gli Yankees avevano rintuzzato ogni fuga dei Dodgers, per poi prendere il comando tra l 4° e il 6°; la prodezza di Robinson valse il meno uno, ma rappresentò l'ultimo punto dell'incontro, vinto da Ford ai danni di Newcombe.

 

I Dodgers andarono in vantaggio anche il giorno dopo, ma le Pinstripes demolirono il partente Loes con quattro punti durante la quarta, decisiva, ripresa.

Due scenari si profilavano all'orizzonte per Dem Bums: aspettare per l'ennesima volta quest'altro anno, o essere i primi della storia a ribaltare nelle World Series un deficit di due partite a zero.

 

Gara-3 all'Ebbetts Field vide i Dodgers segnare due punti al primo su homer di Campanella; al solito gli Yankees pareggiarono nell'attacco seguente, ma le mazze di Brooklyn proseguirono nella produzione di punti, fissando il risultato sull'8 a 3.

Il giorno dopo il bastone di Campanella giustiziò nuovamente New York. Un suo homer aprì il 4° inning, che vide Brooklyn segnare i tre punti necessari per impattare; l'attacco successivo culminò con il doppio dello stesso Roy, che significò il 7 a 4 per i suoi.

La mini-serie all'Ebbetts si concluse con lo sweep grazie agli homer di Amoros e Snider in gara-5.

 

Allo Yankee Stadium per chiuder, i Dodgers non entrarono mai in partita, il 3 ottobre: base a Rizzuto, K Martin mentre The Scooter ruba la seconda, base a McDougald, singolo di Berra, singolo di Bauer, homer di Skowron. Spooner fuori dopo 0.1 riprese di gioco e sotto 5 a 0, vantaggio più che tranquillizzante per l'asso Whitey Ford.

 

L'indomani si alternano in pedana Podres per gli ospiti e Byrne per gli Yankees, e per tre inning gli attacchi raccolgono solo briciole.

Al quarto è ancora la potenza di Campanella a risultare decisiva: doppio per Roy, spinto poi a punto da una rimbalzante di Furillo e un singolo di Hodges.

Nella parte bassa della stessa ripresa Yogi Berra risponde con un doppio al collega di ruolo (i due catcher di origini italiane furono MVP nelle rispettive leghe quell'anno), ma i compagni che lo seguono non lo spingono oltre la terza.

A inizio sesto Pee Wee Reese apre con un singolo; Alston ordina un bunt allo slugger Snider che esegue e giunge salvo su errore; altra mazza pericolosa (Campanella) e altro bunt per mettere gli uomini in posizione punto; volata di Hodges e due a zero.

 

La storia del '55 si scrive nel 6° attacco Yankee. Alston manda in campo Amoros, che si posiziona a sinistra. Martin va in base, McDougald smorza e giunge salvo; nel box si presnta Berra.

 

I ricordi Turley, subentranto sul monte per gli Yankees, sono che "Yogi era un pull-hitter e non credemmo ai nostri occhi che Amoros lo stava giocando vicino alla linea di sinistra".

Dall'altra sponda Rube Walker ricorda che "Amoros era quasi all'esterno centro quando Berra colpì quella palla".

Mel Allen, in diretta, la raccontò così:

"Gli esterni sono spostati verso destra. Sandy Amoros gioca abbondantemente tra centro e sinistra. Berra è fondamentalmente un pull-hitter... Ecco il lancio. Berra sventola e colpisce in campo opposto, lungo la linea di sinistra... Sandy Amoros corre lungo la linea di foul... ed effettua una sensazionale presa in corsa a una mano. Si ferma, si gira, spara a Pee Wee Reese. Reese spara a Gil Hodges in prima base in tempo per il doppio gioco su McDougald. E la rimonta Yankee è spenta!"

 

Sandy Amoros sventa la minaccia Yankee.

 

"DODGERS CAPTURE 1ST WORLD SERIES; PODRES WINS, 2-0"

 

"He Beats Yanks Second Time as Team Takes Classic in 8th Try, 4 Games to 3"

 

"HODGES DRIVES IN 2 RUNS"

 

"Single in 4th and Sacrifice Fly in 6th Decide--Amoros Catch Thwarts Bombers"

 

Next Year è arrivato!

 

I titoli del New York Times erano strillati ovunque, carta di ogni tipo invadeva a festa le strade di Brooklyn.

 

Next Year era arrivato.


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