FUNBALL

 

In queste righe troveranno spazio elementi esilaranti del gioco del baseball: episodi occorsi ai campioni dentro e fuori gli stadi, ma anche barzellette o vignette inerenti l'Old-Ballgame. Si accettano contributi da parte dei lettori.

 


 

Il giorno della propria morte, Ty Cobb appare al cospetto di San Pietro. "Vedi Ty, non ti sei comportato abbastanza bene sulla terra per meritarti un posto qui. Comunque prima di scendere giù, potresti firmare questa pallina per Lui?".

 

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Nono inning, due eliminati, sopra di uno. Il lanciatore concede tre basi ball consecutive e si porta sul conto pieno sul cleanup avversario. Il ricevitore chiama tempo e si reca sul monte per conferire con il compagno di batteria. "Un altro ball e la partita è pari; d'altronde se la metti in mezzo a questo battitore andiamo a casa con una sconfitta... Bisogna inventarsi qualcosa!". Dopo aver rimuginato un po', il catcher ha l'illuminazione: "Ci sono! Effettuerai il tuo caricamento in maniera normale, ma al momento di rilasciare la palla la tratterrai in mano... al resto penserò io!". Il pitcher esegue quanto detto dal compagno: alza la gamba, porta il peso indietro, poi lascia andare il proprio braccio in una splendida frustata, come per tirare la migliore fastball... ma la palla non lascia la sua mano. Un istante dopo il suo compagno ricevitore colpisce con il pugno destro il proprio guantone simulando il rumore della palla. "Striiiike Threeee!" esplode l'arbitro... Il battitore scatta su tutte le furie e, rivolgendosi all'uomo in blu, sbotta: "Ma sei cieco? Quel lancio era fuori almeno di un metro!"

 

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Tra i mille problemi che affliggevano i terribili New York Mets nell'inaugurale stagione del 1962, ce n'era anche uno di carattere linguistico. L'esterno centro Richie Ashburn, correndo in avanti per prendere corte volate, si vedeva spesso venire incontro a piena velocità l'interbase Elio Chacon. Lo shortstop venezuelano non conosceva alcuna parola d'Inglese e, nemmeno le "I got it" pronunciate a squarciagola dal compagno avevano un significato per lui, che quindi non si levava dalla traiettoria. Ashburn, compreso che un fragoroso scontro sarebbe stato prima o poi inevitabile, cercò un modo per salvaguardare la propria incolumità. Il suggerimento giunse da Joe Christopher, altro esterno dei Mets, che conosceva la lingua spagnola: da quel momento Ashburn avrebbe gridato "Yo lo tengo", Chacon avrebbe capito che il compagno era sulla palla e gli avrebbe lasciato campo libero.

 

Il primo giorno dell'esperimento Frank Robinson colpì, con le basi piene, una corta volata in campo centro-sinistro. Ashburn, correndo a piena velocità, gridò il fatidico "Yo lo tengo!"; Chacon si spostò e l'esterno centro fu travolto dal corpulento Frank Thomas, proveniente da sinistra e completamente a digiuno di lingua spagnola.

 

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11 settebre 1948, Fenway Park, Philadelphia A's contro Boston Red Sox, parte bassa del quarto. Billy Goodman batte verso l'interbase Eddie Joost che si appresta a raccogliere la battuta e... Il prima base McCahan attende l'assistenza, Ted Williams che dalla seconda è giunto in terza si volta per seguire l'evolvere dell'azione... ma la palla è misteriosamente scomparsa! Dopo qualche istante di panico, Joost si rende conto che la palla, risalito il suo braccio, si è infilata nella manica ed è andata a finirgli dietro la schiena all'interno della divisa; il pubblico di Boston assiste al dimenarsi dell'interbase, che pare essere assalito da un esercito di pulci... Joost inizia a sbottonarsi, ma decide che il modo più veloce per estrarre la palla sia di sfilare la casacca dai pantaloni. L'oggetto di gioco finalmente riappare, e i corridori occupano ancora i cuscini di prima e terza: nemmeno il serissimo e professionale Ted Williams è riuscito a trattenere l'ilarità e, piegato in due per le risate,  non è stato in grado di intraprendere la corsa verso un punto sicuro!

 

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1988. Mike Schmidt sta attraversando un insolito slump e, al 14° turno consecutivo senza battere valido, passando accanto al prima base avversario John Kruk, dice: "Dammi una pistola. Sono pronto a spararmi un colpo in testa!" - Alla richiesta dell'asso dei Phillies, Kruk risponde prontamente: "Meglio di no. Probabilmente mancheresti il bersaglio".

 

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Due ex lanciatori, grandi amici, si ritrovano spesso la sera, davanti al fuoco del camino, a ricordare i bei tempi delle rispettive carriere. Una sera di particolare nostalgia arrivano a domandarsi se, una volta morti, potranno riprendere a giocare a baseball nell'aldilà. Dopo aver speculato tutta la notte su tale eventualità, i due amici si promettono solennemente che il primo dei due ad abbandonare la vita terrena avrà la premura di comparire al più presto in sogno all'altro per informarlo sulla presenza o meno del baseball nel regno dei cieli.

 

Un paio di anni dopo, un male incurabile strappa uno dei due lanciatori da questo mondo e l'altro, pur infinitamente triste per la perdita dell'amico, è in fibrillazione per l'attesa del responso che è sicuro di ricevere dal compagno defunto.

 

La notte stessa il pitcher venuto a mancare si presenta puntuale all'appuntamento onirico. Dopo i convenevoli è il momento della questione tanto attesa...

 

"Ho due notizie per te, carissimo amico: una buona e una cattiva..."

 

"Dimmi, dimmi... allora c'è il baseball nell'aldilà?"

 

"La notizia buona è che il baseball c'è: c'è un campionato fantastico, ci sono Ruth, Ted Williams, Walter Johnson e tutti i migliori! Pensa che domani sera iniziano le finali per il titolo!"

 

"Davvero? Ma è fantastico! ...e quale sarebbe la cattiva notizia?"

 

"Tu sei il partente per gara-1!"

 

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