I LIBRI DI TESTO PER LA QUARTA LICEO...

A scuola preferivate le discipline scientifiche o umanistiche? Se non riuscite a rispondere perché avevate 8 in entrambe (o 4 e 4), non preoccupatevi: di seguito ce n’è sia per gli amanti di Socrate sia per quelli di Newton.

 

The Physics of Baseball, uscito nel ’90 e rivisto l’ultima volta nel 2002, è opera di Robert K. Adair, emerito professore di fisica all’Università di Yale e membro della National Academy of Sciences.

Baseball and Philosophy, edito da Eric Bronson nel 2004, raccoglie saggi di 31 pensatori, tra i quali docenti di filosofia e storia, economisti, teologi, avvocati… e quanto altro abbia a che fare con etica ed estetica.

 

Ok, niente male, ma cosa ci raccontano questi cervelloni?

 

Adair aveva iniziato nel 1987, su richiesta dell’allora Commissioner Bart Giamatti, ad annotare appunti di ciò che accade sul diamante. Quando il boss del baseball lesse i manoscritti che descrivevano la fisica che governa uno swing, una rimbalzante, o una perfida knuckleball, persuase il Ph.D. a pubblicare in un libro i suoi lavori (o forse passatempi).

 

Baseball and Philosophy è invece parte di una collana che annovera già tra gli altri The Simpsons and Philosophy e The Lord of Rings and Philosophy, con Woody Allen and Philosophy e Harry Potter and Philosophy in arrivo.

 

Gli amici della fisica leggeranno di come - e quanto - una palla curvi (confrontare con Eppur si Muove); di come sarebbe impossibile battere una knuckleball se i lanciatori ne avessero sufficiente controllo; impareranno che un centesimo di secondo di anticipo nello swing manda in foul una battuta altrimenti diretta perfettamente al centro; che il mitico fuoricampo di Mickey Mantle al Griffith Stadium probabilmente ha volato per 506 piedi (contro i 565 sempre riportati).

 

 

Altri punti assolutamente interessanti del libro di Adair: il grafico che mostra i momenti in cui il battitore inizia a vedere la palla, elabora la risposta (ovvero l’eventuale swing) e inizia la propria azione; la tabella che mostra come una battuta sia influenzata da variabili quali altitudine, pressione, vento, umidità, velocità del lancio e composizione della mazza (sì, l’alluminio ovviamente aiuta; l’anima di sughero decisamente no!); e ancora, la migliore traiettoria di corsa per raggiungere una volata; la differenza (minima) di velocità tra i migliori sprinter al mondo e i centerfielders più rapidi; e una interessante spiegazione di come gli stili di Rod Carew e Reggie Jackson abbiano significato media battuta elevata per uno e potenza pura per l’altro.

 

Tra i primi capitoli di Baseball & Philosophy (per la precisione quello marcato come "Bottom of the First") Paul Horan e Jason Solomon (nome assolutamente significante) ci raccontano della nicchia speciale che il baseball si è ritagliato nella legge, che gli consente di essere esente dall’antitrust, ma che ha anche impedito la pianificata eliminazione dei Twins dalla geografia del MLB.

Nelle pagine successive troviamo analogie tra la fede dei tifosi dei Cubs e quella religiosa, il significato del sacrificio, la tradizione del cheating, da alcuni condannata, da altri osannata.

 

 

Non mancano ovviamente riferimenti ai risvolti sociali derivati dalla lenta e non agevole integrazione del baseball; ci sono paragoni con la filosofia dentro e fuori dal campo in Giappone rispetto allo standard USA; e c’è una dissertazione di carattere etico sull’uso e l’abuso della base intenzionale.

A concludere l’opera una manciata di esercizi che oppongono coppie di articoli antitetici… Dovrebbe Pete Rose essere nella Hall of Fame? Sono ben guadagnati i soldi che riceve A-Rod? La superstizione aiuta?

A queste ed a altre domande troverete risposta  ben motivata tanto in senso affermativo quanto negativo. Al solito, dopo aver ascoltato il parere dei filosofi, le vostre idee saranno probabilmente più confuse di prima.

 

Quale libro leggere per primo? Personalmente li ho divorati quasi in contemporanea. Probabilmente la risposta è correlata a quella che avreste dovuto fornire all’inizio dell’articolo.

 

Unica annotazione.

Chi vi sta intrattenendo in queste righe, al liceo otteneva migliori risultati quando interrogato su dimostrazioni di Edison che non sui sillogismi aristotelici. Nonostante ciò ha trovato un poco più facile la lettura dell’opera a carattere filosofico.


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