ENCICLOPEDIA DEI LANCIATORI

Walter Johnson, fastball. Fernando Valenzuela, screwball. Steve Carlton, slider. Phil Niekro, knuckleball.

Alcuni pitcher, nella storia del baseball, sono indissolubilmente legati ad un lancio, l’unico che tiravano o quello a cui si affidavano per togliersi dai pasticci. Potremmo aggiungere alla lista Christy Mathewson e il suo fade-away (versione destra della screwball), Eddie Lopat e il suo repertorio di junkball pitches, e le palle più o meno imbevute di Gaylord Perry, noto anche come “The Ancient Mariner".

Si direbbe che, grazie alla grande tradizione del vecchio gioco, potremmo chiudere gli occhi, pensare a un qualsiasi lanciatore che abbia calcato la pedana in momenti importanti, e sapere quali armi estrarrà dal proprio arsenale per chiudere una situazione difficile.

 

Oppure no?

Mettiamo, uno di fronte all’altro, Rob Neyer, analista di ESPN, e Bill James, il primo “stathistorian” del baseball; stanno chiacchierando su Harvey Haddix, piccolo lanciatore mancino, dalle grandi doti di difensore (subito in posizione appena terminato il lancio), discreto con la mazza, vincitore di 20 partite coi Cardinals nel 1953, campione del mondo con i Pirates nel 1960, efficiente rilievo degli Orioles negli ultimi anni di carriera e, ovviamente, autore di una partita perfetta per dodici tredicesimi nel ’59 contro i Braves.

 

Che cosa lanciava?... 

 

Sfogliando le pagine... 

Harvey Haddix 5'9" 170-pound lefty

Pitch Selection: 1.Fastball 2.Slider 3.Curve 4.Change

 

Due grandi esperti di baseball, divoratori di intere biblioteche sulla palla a 108 cuciture, scrittori a loro volta di importanti volumi; in mezzo un famosissimo lanciatore e un grosso punto interrogativo su quale fosse il suo repertorio… e nessuna fonte su cui reperire sistematicamente l’informazione, per Haddix come per qualunque altro pitcher.

Così viene concepita la “Neyer/James Guide To Pitchers – An Historical Compendium of Pitching, Pitchers and Pitches”.

 

 

La parte centrale del lavoro è una vera e propria enciclopedia, contenente i principali lanciatori del passato e del presente, e i lanci che essi erano in grado di effettuare: per ognuno sono presenti informazioni sull’ampliamento/perfezionamento del repertorio nel corso della carriera e sono indicate le predilezioni verso un particolare lancio nei momenti decisivi.

Se per i lanciatori di oggi il lavoro di Neyer e James è stato relativamente agevole, grazie alle numerose pubblicazioni di scouting notebook e simili, per ricostruire il passato gli autori hanno dovuto spulciare tra le pagine di autobiografie (tipo Out of the Blue e Stranger to the Game), di raccolte di testimonianze (We Played the Game, The Glory of Their Times…) e persino ritagli di riviste e giornali.

 

Come se la ricerca non fosse già un lavoro oneroso, la nostra coppia si trova di fronte a un grosso problema, che racchiude l’evoluzione del gioco e quella del linguaggio.

 

Sfogliando le pagine... 

Mike Mussina 6'2" 185-pound righty

Pitches: 1.Two-Seam Fastball 2.Four-Seam Fastball 3.Knuckle Curve 4.Cut Fastball 5.Overhand Curve 6. Change 7.Slider

 

Come il fade-away di Mathewson è diventato la screwball di Hubbell e Valenzuela, così forkball e splitter sono termini che, nel corso degli anni, hanno spesso indicato la stessa cosa; per una cut-fastball (o un circle-change) che appare negli anni ’90 (come vocabolo più che come lancio), spariscono l’inshoot e le varie emery, spit, scuff e shineball, bandite negli anni ’20 (e tornate alla ribalta di tanto in tanto per merito di qualche “furbacchione”).

Dunque, il problema dei ricercatori diviene in realtà una risorsa aggiunta per i lettori, che si trovano tra le mani una decina di pagine introduttive, che riportano i nomi e le descrizioni dei lanci che fanno (e hanno fatto) la fortuna degli eroi del monte.

 

Sfogliando le pagine... 

Eddie Ciccotte 5'9" 175-pound righty

Pitch Selection: 1.Shine Ball 2.Fastball 3.Curve 4.Knuckleball

 

Ai lanci più importanti (fastball, curveball, change-up, slider, knuckeball, forkball e screwball) sono dedicati specifici capitoli che ne descrivono l’evoluzione, la maggiore o minore diffusione e, ovviamente, gli interpreti principali.

Completano l’opera una decina di biografie di lanciatori di ottimo livello che la storia, per qualche motivo, ha messo un po’ da parte; un elenco di pitcher che nei decenni hanno fatto uso più o meno abituale della knuckleball, e uno simile sui submariners; analisi di Bill James sui lanciatori fortunati e quelli “abusati” e una formula per prevedere la classifica finale del Cy Young Award.

 

La “Guide to Pitchers” è un libro assolutamente indispensabile per l’appassionato di baseball; per avere le stesse informazioni, altrimenti, dovreste riempirvi gli scaffali di qualche centinaio di volumi!


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