BASEBALL ECCENCTRICS

Se il nome e il cognome dell'autore stampati sul dorso sono separati da "Spaceman", ci sono buone probabilità che la lettura non vi procuri noia.

Se poi la foto in copertina ritrae Yogi Berra, con tanto di occhiali 3-D, immerso nelle avventure di Mighty Mouse, potete senz'altro iniziare a sfogliare il libro.

 

Baseball Eccentrics è popolato da personaggi noti come Dizzy, Daffy, Eddie, Yogi, Ducky, Teddy e Dazzy. No, non sono i sette nani… beh, uno per la verità lo è… bensì atleti più o meno talentuosi del MLB.

Il requisito per entrare tra le pagine di Baseball Eccentrics non è costituito da milestones quali 3.000 valide, 500 HR o una ERA inferiore a 3.00: basta essere fuori dal comune.

 

 

Il primo ad avere le carte in regola è lo stesso autore, Bill Lee - l'uomo dello spazio, appunto -, estroso lanciatore mancino prima a Boston poi a Montreal.

Lee spiccava tra la folla dei suoi colleghi giocatori per un livello d'istruzione decisamente superiore alla media e per un'elevata quantità di anticonformismo.

 

L'eccentricità ha però mille volti.

Così Spaceman ci introduce fini umoristi e comici involontari, fondamentalisti della superstizione e maniaci della perfezione, proprietari illuminati e manager senza speranza.

Il livello di eccentricità è assolutamente incorrellato con il talento nel baseball.

A riprova di ciò nel libro trovate il giocatore con più anelli di World Series vinti, l'ultimo battitore ad aver chiuso una stagione sopra i .400 in media battuta e il manager della sola squadra in grado di aggiudicarsi cinque titoli consecutivi; a far loro compagnia, diversi atleti che hanno cavalcato la Mendoza-line, e altri la cui carriera in Mojor è durata quanto una tazza di caffè.

L'arco temporale va da Candy Cummings, accreditato di aver lanciato la prima curva, a Ozzie Guillen, che fa scalpore ad ogni conferenza stampa a causa di un filo troppo diretto tra il proprio cervello e la propria lingua.

 

A chi ha già parecchie letture sull'old ballgame alle spalle, diversi aneddoti risulteranno già noti (molte "quotations" in Baseball Eccentrics popolano da tempo le formiche del Prof Pepper): rileggerli uno appresso all'altro sarà soltanto piacevole.

Per coloro che invece si avvicinano alla letteratura dei diamanti il volume, uscito da nemmeno due mesi, è un'eccellente introduzione ai "characters" del gioco: con un unico acquisto sarà possibile farsi una (sub-)cultura che finora era disseminata tra le righe e le pagine di una moltitudine di testi.

 

Il difetto maggiore di Baseball Eccentrics è… che si legge in cinque giorni!.

 


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