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"Milwaukee (AP), 10 giugno - Un doppio da due punti, con due out, di Ben Oglivie ha sbloccato il punteggio di 7 a 7 all'ottavo inning, conducendo Milwaukee alla vittoria su Baltimore per 9 a 7".
L'esordio di questo dispaccio dell'Associated Press non lascia presagire che l'incontro in questione possa essersi ritagliato un posto nelle storia. Altri quattro concisi paragrafi riassumono l'andamento della gara, una gara qualsiasi - con 5 avvicendamenti sul monte, 31 valide complessive, e diversi capovolgimenti di punteggio - persa nel lontano 1982.
Il baseball, con le sue pause tra un lancio e l'altro, i minuti che scorrono durante l'alternarsi delle squadre sul diamante, consente ad alcuni di scambiarsi opinioni, ad altri di recarsi agli stand gastronomici; qualcuno, poi, in nove riprese, riesce a infilarci il racconto di 17 giorni di vacanza, mentre Daniel Okrent ci fa stare un libro, Nine Innings appunto.

Potrei lasciarvi qui, avendovi dato solo un titolo e un autore: le recensioni che trovereste con l'aiuto di un motore di ricerca qualsiasi sarebbero un coro di apprezzamenti, quelle di anonimi acquirenti, come quelle di celebri storici dell'Old Ballgame (Ken Burns fra gli altri lo definisce "uno dei migliori libri scritti sul nostro sport nazionale").
Mi aggiungerò, invece, all'universo dei plausi, e cercherò di illustrarvi ciò che vi attende qualora decidiate di aggiungere Nine Innings al vostro scaffale.
Il susseguirsi di turni nel box in quella partita pretestuale offre a Okrent gli spunti per trattare ogni aspetto del baseball, da quanto accade sul terreno di gioco fino su, nell'ufficio del proprietario, che all'epoca, per i Brewers, era Bud Selig.
Per arrivare alla stesura di un'opera vasta per argomenti, ma condensata in quella che può essere la lettura di una settimana, l'autore ha trascorso oltre un anno con la franchigia di Milwaukee, a contatto con giocatori, dirigenza, bat boy, inservienti e chiunque abbia un ruolo nel funzionamento di una macchina tanto imponente.
In nove inning ci sarà così spazio per i giochi politici che hanno riportato il Major League Baseball nella città di Milwaukee; si potrà assistere alle trame che conducono a una trade durante i Winter Meeting; due giocatori investiranno uno spring trainning nell'apprendimento di una nuova posizione difensiva.
Una particolare situazione di gioco offre l'opportunità di dissertare di strategie - la gestione del bullpen, la compilazione del lineup - e per analizzare i diversi credi della girandola di manager alternatisi nel dugout dei birrai.
L'avvicinamento dal deck al box di un battitore è lo spunto per raccontare di una sessione extra con l'hitting coach per eliminare la causa di uno slump.
La fine dell'inning è l'occasione per salire da Bobby Uecker, in cabina di commento, per ascoltare le sue pungenti telecronache o per scoprire i segreti dietro una trattativa per i diritti di broadcasting.
Nine Innings vi porta nella Clubhouse, nel bullpen, in tribuna stampa, nella stanza dei pesi, sugli aerei che trasportano la squadra, nel magazzino che custodisce gli attrezzi per la cura del terreno di gioco, nel dugout e al botteghino.
Svela dettagli della gestione economica della franchigia - il mercato dei giocatori, la manutenzione dello stadio, e quanto passa tra lo stipendio di Selig e le spese di lavanderia - e, con eguale competenza, tratta dello spionaggio e controspionaggio che ha regolarmente luogo in campo, ogni qualvolta parta un segnale da uno dei tanti attori.
Gli eventi che si esauriscono in un istante - quale la scelta di affidarsi allo slider, sul 2-2, contro quel particolare battitore - trovano spazio, nelle pagine di Okrent, quanto la gestione a lungo termine del farm-system.
Ognuna delle digressioni, che prendono il via da un doppio gioco, da una visita sul monte o dalla scelta di un pinch-hitter, potrebbe essere esplosa - e in molti casi ciò è già avvenuto - in una pubblicazione autonoma.
Con Nine Innings una possibile biblioteca è ridotta in un tascabile, un mondo perfezionatosi in oltre un secolo è raccontato durante una partita.
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